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Vergara, talento che accende la fantasia dei tifosi del Napoli

Antonio Vergara mentre va via a tre giocatori del Chelsea durante il match di Champions disputato allo stadio Maradona il 28 gennaio scorso (Foto: credits reporter Ciro Lauria)

Tutti pazzi per Vergara

Sono bastati 2 gol e 2 assist di grande qualità in 545 minuti giocati tra Serie A e Coppe, Champions inclusa, per scomodare su di lui paragoni illustri: Sivori, Kvaratskhelia… Forse, in queste settimane, si corre un po’ troppo con la fantasia tra i milioni di tifosi del Napoli. Di certo, Antonio Vergara è l’uomo copertina, il ragazzo del momento. Tutti sognano e si emozionano con – e per – lui, compresi i cosiddetti “palati fini”, allenatori e Inviati di ieri e di oggi delle grandi testate giornalistiche. A occhio e croce, una cosa è già sancita: a meno di clamorosi eventi, per Antonio il futuro è nel foot ball di prima fascia. Resta da decifrare la dimensione reale: fuoriclasse, ottimo giocatore, buon player in formazioni di professionismo medio-alto. Nato a Frattaminore 23 anni fa, Vergara è da 12 col Napoli, ma solo dalla scorsa estate è componente fisso della Rosa della prima squadra. A prima vista, è un talento abilissimo nell’andare a cercare gli spazi giusti per produrre, nel giro di qualche secondo, progressioni palla al piede, assist, dribbling e tiri che possono “spaccare le partite”, come si suol dire. C’era una volta il numero 10…o forse c’è ancora. E stavolta…è italiano. Chissà se il commissario della Nazionale Rino Gattuso lo ha già messo in un listino di potenziali convocati per i playoff del marzo prossimo, in ottica qualificazione ai Mondiali in programma questa estate in USA, Canada e Messico.

La scheda

Data e luogo di nascita
16 gennaio 2003,Frattaminore (Comune dell’area metropolitana di Napoli).

Caratteristiche
Centrocampista con attitudini offensive, peso 69 kg, altezza 183 cm.

Percorso formativo
Nella stagione 2007-08 inizia con la “Scuola Calcio Frattese 2000”. Prosegue nel biennio 2008-2010 con la “Virtus Crispano”. Nel quadriennio 2010-2014 gioca con la “Polisportiva Fratelli Lodi”. Dal 2014 a oggi, proprietaria del giocatore è la Società Sportiva Calcio Napoli. Il club partenopeo nell’annata 2022-23 lo cede in prestito alla Pro Vercelli e nel biennio 2023-2025 alla Reggiana. Dall’estate 2025 Vergara è agli ordini della prima squadra, guidata da mr Antonio Conte.

Dettagli stagione Napoli 2025-26

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Vergara tocca un pallone di esterno sinistro durante il match contro il Chelsea (Foto: credits reporter Ciro Lauria)

Coppa Italia
3 dicembre 2025, esordio da titolare, 77 minuti giocati in Napoli-Cagliari 10-9 ai rigori (con 1 assist).

Supercoppa nazionale
18 dicembre, subentrato per 10 minuti in Napoli-Milan 2-0 (dall’ 88° al 98°);
22 dicembre, panchina in Napoli-Bologna 2-0.

Uefa Champions League
18 settembre, panchina in Manchester City-Napoli 2-0;
1° ottobre, panchina in Napoli-Sporting Lisbona 2-1;
21 ottobre, panchina in Psv Eindhoven-Napoli 6-2;
4 novembre, panchina in Napoli-Eintracht Francoforte 0-0;
25 novembre, subentrato per 6 minuti in Napoli-Qarabag 2-0 (dal 90° al 96°);
10 dicembre, subentrato per 17 minuti in Benfica-Napoli 2-0 (dall’81° al 98°);
20 gennaio, titolare per 66 minuti in Copenaghen-Napoli 1-1;
28 gennaio, titolare per 100 minuti in Napoli-Chelsea 2-3 (con 1 gol).

Campionato
23 agosto, subentrato per 7 minuti in Sassuolo-Napoli 0-2 (dall’89° al 96°);
30 agosto, panchina in Napoli-Cagliari 1-0;
13 settembre, panchina in Fiorentina-Napoli 1-3;
22 settembre, panchina in Napoli-Pisa 3-2;
28 settembre, panchina in Milan-Napoli 2-1;
5 ottobre, panchina in Napoli-Genoa 2-1;
18 ottobre, panchina in Torino-Napoli 1-0;
25 ottobre, panchina in Napoli-Inter 3-1;
28 ottobre, panchina in Lecce-Napoli 0-1;
1 novembre, panchina in Napoli-Como 0-0;
9 novembre, panchina in Bologna-Napoli 2-0;
22 novembre, panchina in Napoli-Atalanta 3-1;
30 novembre, panchina in Roma-Napoli 0-1;
7 dicembre, subentrato per 9 minuti dalla panchina in Napoli-Juventus 2-1 (dall’86° al 95°);
14 dicembre, panchina in Udinese-Napoli 1-0;
28 dicembre 2025, panchina in Cremonese-Napoli 0-2;
4 gennaio 2026, assente in Lazio-Napoli 0-2;
7 gennaio, assente in Napoli-Hellas Verona 2-2;
11 gennaio, panchina in Inter-Napoli 2-2;
14 gennaio, subentrato per 18 minuti in Napoli-Parma 0-0 (dal 78° al 96°);
17 gennaio, titolare per 64 minuti in Napoli-Sassuolo 1-0;
25 gennaio, titolare per 82 minuti in Juventus-Napoli 3-0;
31 gennaio, titolare per 89 minuti in Napoli-Fiorentina 2-1 (con 1 gol e 1 assist);

Dati su Vergara, aggiornati al 31 gennaio 2026

Presenze: 32 gare ufficiali, sul totale delle 34 giocate dal Napoli.
Panchina: 20 volte.
Titolare: 6.
Subentrato a gara in corso: 6.
Minuti giocati: 545.
Gol: 2.
Assist: 2.
Infortuni: nessuno nella stagione 2025-26.

Roberto Beccantini

Roberto Beccantini

Cosa pensano di lui alcuni uomini di calcio…

Roberto Beccantini, già inviato Gazzetta dello Sport e La Stampa ai Mondiali, autore di libri sul foot ball ed ex giurato del Pallone d’oro:Mi piacque subito, Antonio Vergara. Mi colpì sin dall’Epifania (calcistica, N.d.R) con il Cagliari in Coppa Italia. Non lo conoscevo. Testa alta, corsa verticale. A 23 anni, non più giovanissimo ma ancora in tempo per lasciare un segno. È uno che dribbla. È uno che accetta i rischi e li sfida: nelle rifiniture, nelle conclusioni. Il suo sinistro canta. Se il gol alla Viola è stato bello, la rete al Chelsea – con tanto di ruleta e tiro in caduta – era stata bellissima. Sinceramente: non capisco perché Antonio Conte lo abbia scoperto così tardi. Adesso, con mezza squadra in infermeria, ci sarei arrivato pure io, ma quando i titolari erano tutti disponibili Vergara, «questo» Vergara, avrebbe potuto garantire rotazioni non trascurabili. Ricapitolando: il piede mancino, i calzettoni giù. Chissà perché, ho pensato a Omar Sivori. C’entra poco, direte: e avete ragione. Ma in un calcio così sincopato, così dogmatico, ogni dribbling, ogni trasgressione mi emoziona. Tocca ad Antonio, d’ora in poi, convincere l’Antonio capo e giustificare i titoli, gli esclamativi delle edicole. Gli auguro, di cuore, di essere all’altezza – come giovane uomo – del giocatore ammirato a gennaio. Patti chiari: zero alibi. Dipende da lui. Soltanto da lui”.

Alberto Cerruti

Alberto Cerruti

Alberto Cerruti, giornalista sportivo, già inviato Gazzetta sui grandi eventi del calcio internazionale e autore:L’impressione che ho avuto sul giocatore è ottima; anche se bisogna aspettare, perché è molto presto per fare dei paragoni con i grandi del passato, perché in campo bisogna evidenziare non solo qualità, ma anche continuità. Lui quest’anno gioca libero, senza pressioni. È un po’ più complicato giocare bene sotto pressione. Quindi, credo che un giudizio più consono su di lui potrà essere dato al termine della prossima stagione. Quest’anno, a livello personale vince perché ha la testa sgombra. E ciò che fa in campo è tutto un plus per lui. Ora bisogna vedere se rivince. Di certo, però, si può dire che è molto veloce, ha il pregio di toccare il pallone di prima. Inoltre, cerca la giocata difficile. Non è un giocatore banale. E queste doti sono rare nel calcio di oggi. La velocità e la personalità nelle giocate non sono un qualcosa di scontato. E la cosa bella è che ama giocare in verticale. Poi va anche evidenziato che la personalità è la prima caratteristica dei grandi giocatori. Franco Baresi, per esempio, l’aveva già a 18 anni, non è un qualcosa che è venuto fuori a 25 o a 30. E a questo punto mi chiedo come mai non abbia trovato spazio prima che s’infortunassero, nel Napoli, tanti giocatori. Ciò mi fa pensare che gli italiani pagano un prezzo molto caro alla presenza di stranieri nel nostro campionato”.

Raffaele Di Pasquale

Mr Raffaele Di Pasquale (tecnico Uefa Pro)

Raffaele Di Pasquale, allenatore napoletano Uefa Pro:Rifuggo i paragoni, perché sono ingenerosi e impropri. Il ragazzo somiglia a sé stesso. E deve essere valutato per ciò che è. Che poi, in alcune movenze, possa ricordare giocatori del passato, questo è accessorio. Io lo conosco da quando giocava con la scuola calcio Lodi di Fratta. Già allora si intravedevano qualità che, proiettate nel futuro, facevano capire che era un giocatore che poteva arrivare ad alti livelli. Quello che sta facendo adesso è all’altezza di ciò che serve nel calcio di oggi. Lui innanzitutto sa stare in mezzo al campo. È un trequartista che si muove molto, vede il gioco e non si spaventa quando deve provare una giocata difficile: una veronica o un tiro da fuori. Ed è positivo che i compagni abbiano fiducia in lui, che lo cerchino col pallone, che lo sostengano. Poi va detto anche che, se la squadra non gira a dovere, il talento non emerge. Questo fa capire che un calciatore, pur bravo, da solo non può realizzare qualsiasi cosa”. E a proposito del talento di Antonio Vergara, mr Di Pasquale entra in alcuni aspetti scientifici. “Le funzioni che esercita in campo Antonio le sente prima. Ce le ha dentro. E questo, in ambito neuoroscientifico, si chiama ‘cognizione incarnata’. Oggi, nel calcio la figura del trequartista manca perché è difficile giocare in quella zona del campo, perché gli spazi sono ristretti e perché i ritmi sono elevatissimi. Quindi, realizzare un movimento in grado di poter incidere sulla partita è un qualcosa che è racchiuso in una frazione di secondo. Determinati giocatori hanno capacità cosiddette ‘preriflessive’. Queste, come nel caso di Vergara, inducono il giocatore a sapere perfettamente cosa può accadere in campo in un tempo pari a 150 millesimi di secondo. E mentre agli altri questo tempo serve per pensare a come agire, lui anticipa tutti perché capisce prima. Diego Maradona, per esempio, aveva un tempo preriflessivo ancora minore di Antonio, oscillante tra zero e 50 millesimi di secondo. In pratica, al Pibe bastava un terzo del tempo che utilizza Vergara per mettersi in azione. E poi il talento del Napoli ha anche capacità innate nel cambiare decisione in corso d’opera. Quindi, anticipazione del pensiero rispetto agli altri, la cosiddetta preriflessività, e capacità notevole di cambiare piano d’azione sono due elementi strutturali che o si hanno da madre natura…o no. Poi, aggiungendo a ciò i cosiddetti piedi buoni, l’esperienza sul campo che si sedimenta con gli anni e la fiducia che tecnico e squadra ripongono in lui, viene fuori il calciatore che tutti stanno ammirando in queste settimane. Ciò che di importante ha fatto Mr Conte è stato il metterlo in campo al momento opportuno in grandi palcoscenici, quali le competizioni nazionali e la Champions”.   

Fabrizio-Failla campo centrale

Fabrizio Failla

Fabrizio Failla, redattore capo Rai Sport : “Antonio Vergara ha appena compiuto 23 anni. Non è propriamente un giovane, se guardiamo agli altri campionati europei nei quali, a questa età, in tanti hanno un centinaio di presenze in prima squadra. Ma considerando la storica resistenza della nostra serie A, e di Conte in particolare, a dare fiducia ai ventenni, si può considerare Vergara un giovane. Anche perché ha calcisticamente 1 anno in meno, perso per la rottura del crociato durante il primo prestito alla Reggiana in B. L’anno successivo ha giocato con continuità ancora con gli emiliani nel campionato cadetto, mettendo a referto 5 gol e 6 assist. Questa estate ha svolto il ritiro precampionato con il Napoli e sembrava destinato a un ulteriore prestito in B a una squadra di alta fascia o a una piccola in serie A, la più interessata era la Cremonese. Conte ha chiesto che rimanesse, ma la convinzione comune era che fosse più una necessità legata all’obbligo di avere in rosa 4 elementi provenienti dal vivaio. Difficilmente avrebbe trovato spazio per i tanti campioni o presunti tali che il Napoli aveva nel reparto offensivo. I tanti infortuni di chi nelle gerarchie partiva davanti a lui – De Bruyne, Lukaku, Neres, Politano – e l’addio di chi ha deluso le aspettative – Lucca, Lang e il coetaneo Ambrosino – gli hanno dischiuso le porte della prima squadra. E il ragazzo di Frattaminore si è fatto trovare pronto. Titolare in Champions nella partita da ultima spiaggia con il Chelsea campione del mondo per club 2025, ha giocato in maniera eccellente e segnato un gol di pregevolissima fattura, un numero di sinistro che ha scomodato paragoni illustri nello stadio intitolato al sinistro più bello della storia del calcio. Si è ripetuto 3 giorni dopo, ancora una buona prestazione con la Fiorentina e un gol di sinistro, tiro immediato dal limite che non ha dato il tempo a De Gea di preparare la parata. L’impatto con il calcio dei grandi è stato deflagrante, vedremo se riuscirà a dare continuità alle sue prestazioni, per il futuro suo, del Napoli e della Nazionale. Da tempo manca questa tipologia di calciatore, capace di caos creativo e senza paura di rischiare giocate immaginifiche. Se son rose, fioriranno”.

Aldo Serena

Aldo Serena

Aldo Serena, già capocannoniere in Serie A e attualmente opinionista televisivo: “Vergara ha tutto per essere un campione: tecnica, fantasia, dribbling. Gioca in posizione più offensiva e accentrata, e anche con un atteggiamento più individualistico, ma mi ricorda Bruno Conti con quell’ incurvarsi nel dribbling, quella capacità di cambiare direzione in un battibaleno.  È ancora distante dal Bruno nazionale per capacità di imbeccare con immediatezza il compagno d’ attacco, ma è giovane e ha il tempo dalla sua parte”.

Speciale a cura di Luigi Gallucci

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(Nota: ultimo aggiornamento 3 febbraio 2026 ore 7.56)

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