Dettagli tecnici sull’ avvincente rivalità Sinner-Alcaraz, il primo “Sunshine double” di Jannik, i top 20 Atp più “in palla” alla vigilia del torneo di Montecarlo 2026, i ventenni emergenti in ambito internazionale, le “diverse superfici di gioco” per come sono concepite oggi, le sperimentazioni di regole che tendono a svilire alcuni cardini dell’antico e nobile Giuoco e, in ultimo, ma non per ultimo in ordine di importanza, l’obiettivo più profondo a cui deve mirare, oggi, la politica sportiva italiana. E cioè quello di trasformare, con scelte oculate, la fase della “Sinner Mania” in autentica “Tennis Mania”. Di tutto ciò discutiamo in questa pagina di analisi tennistica con Luca Bottazzi, docente alla facoltà di scienze motorie presso l’Università degli studi di Milano (Unimi) ed ex giocatore professionista Atp in singolare e in doppio, nonché autore di svariati libri su aspetti storici e scientifici del tennis e, di recente, relatore al 5° congresso internazionale” svoltosi presso la “Tennis Hall of Fame” di Newport, negli Stati Uniti.

Bottazzi su Sinner e Alcaraz: differenze nelle vittorie e nelle sconfitte

Jannik Sinner (Fonte foto: Grok AI)

Professor Bottazzi, qual è lo scenario attuale di vertice nel singolare maschile?

“Oggi i campioni di rango, che rappresentano realmente la storia e la filosofia del gioco, sono solo Sinner e Alcaraz. Poi c’è Novak Djokovic, che però ormai ha 40 anni. A Zverev, stabile n° 3 mondiale, non manca la qualità di base, bensì l’acuto per diventare campione Slam. E anche quando il tabellone si apre e, in teoria, diventa il primo candidato a vincere, fa di tutto per perdere, vedi all’ATP Mille di Shanghai 2025 (sconfitta agli Ottavi contro il francese Rinderknech, N.d.R). Insomma, non è un campione di razza, perché non vince nemmeno quando gli altri fanno flop. Daniil Medvedev, ad esempio, in questo inizio di 2026 è tornato a ottimi livelli, ma sa perfettamente che è complicatissimo, per lui, tenere il passo di Jannik e Carlos per l’intera stagione. Nel contempo, però, vanno seguiti con estrema attenzione, oltre i vari Musetti, Shelton, Aliassime, De Minaur e Bublik, anche dei ragazzi di circa 20 anni che lasciano ben sperare. Mi riferisco al brasiliano Fonseca, al nostro Nardi, agli spagnoli Landaluce e Jodar, al ceco Mensik e agli statunitensi Michelsen e Tien. In tale contesto, non sottovaluterei il giapponese Rei Sakamoto, che a Miami è riuscito a strappare un set al tiebreak a un Medvedev comunque in gran forma”.

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Il professor Luca Bottazzi

In questo inizio di 2026, Sinner, con i successi del “Sunshine double”, la semifinale Australian Open e i Quarti a Doha è a 2900 punti nella graduatoria specifica “Atp Race verso il Masters di Torino 2026”. Non male, se si pensa che l’attuale n° 1 Atp Carlos Alcaraz, conquistando l’Australian Open e il “500” di Doha e marcando la semifinale a Indian Wells e soltanto i Sedicesimi a Miami, ha appena 50 punti in più: totale 2950…

“In pratica, sono lì, ma io gradirei fare qualche ulteriore distinguo, tra le pieghe delle rispettive prestazioni. Sinner perde con Djokovic un match di semifinale in Australia 4-6 al 5°, dopo esser stato in vantaggio 2 set a 1; una partita che, se la rigiocasse, la vincerebbe 9 volte su 10. A Doha, in un incontro equilibratissimo contro il bombardiere Mensik, perde 6-7, 6-2, 3-6, ma chiude con 89 punti totalizzati contro gli 86 dell’avversario. Insomma, classica giornata in cui semplicemente gli gira male qualche scambio importante. Poi vince nettamente, a Indian Wells e a Miami, un totale di 12 match di fila senza perdere un set, battendo, sì, ottimi giocatori, tra cui Fonseca, Shelton, Michelsen, Tien, Zverev, ma un solo vincitore Slam (Medvedev). A tal proposito, che differenza, però, rispetto a momenti storici nei quali, per arrivare in fondo in tali tornei, gli ostacoli erano ben più complicati. Senza tirare in ballo la scontata epoca “Federer & Co.”, cito qualcosa sul “Lipton di Miami” di 30-35 di anni fa. Nel 1990, Agassi trionfa a Key Biscayne superando 3 mister Slam (Andre Gomez, Jim Courier e Stefan Edberg), nel 1992 Chang alza la coppa a Crandon Park dopo aver sconfitto Sampras e Courier. E potrei continuare con tanti altri esempi di questo tipo. Alcaraz, invece, trionfa, sì, in Australia, ma rischia tantissimo in semifinale contro Zverev, che va avanti 5-3, prima di subire 4 game di fila, tra cui, naturalmente, 2 break nei momenti chiave. Carlitos prosegue la striscia vincente a Doha, ma in quel ‘500’ va sotto nei Quarti contro il russo Khachanov perdendo nettamente il tiebreak del 1° set, prima di rimontare, imponendosi al 3°. A Indian Wells, va ko in semifinale prendendo 2 set a zero da Medvedev e a Miami, dopo essersi imposto in 2 set su Fonseca nei 32esimi, cede in 3 parziali contro un ispiratissimo Sebastian Korda, n° 36 Atp. In pratica, mentre Sinner vince determinati match senza rischiare di perderli, l’altro non può dire altrettanto. Altra faccia della medaglia. Quando Jannik cede, lo fa in incontri nei quali la differenza tra vittoria e sconfitta è minima, mentre quando cade Carlos il tonfo della prestazione è alquanto marcato. Questo per dire che troppi soggetti depensanti, dopo lo Slam del gennaio scorso in Australia e la sconfitta di Doha in febbraio, hanno imbrattato Social network e pagine di giornali cantando il De Profundis di Sinner”.                 

In queste settimane si è fatto un gran parlare delle presunte diverse condizioni di gioco tra i due eventi Masters 1000 sul cemento della East Coast (Atp Miami) e della West Coast (Atp Indian Wells). Simili ma non uguali e, anche per questo, non semplici da domare, a distanza di 15 giorni l’uno dall’altro, anche per i cosiddetti big della racchetta…

“Dal mio punto di vista, ha pienamente ragione Roger Federer, quando afferma che nel tennis di oggi le condizioni, tra un campo e l’altro, sono sempre più simili rispetto ai decenni scorsi. Naturalmente, non possono essere perfettamente uguali, perché ogni giorno cambiano i parametri climatici: una volta c’è molto vento, un’altra ce n’è poco, un’altra ancora c’è tanto caldo; però… le palline sono uguali e i giocatori sono soprattutto contrattaccanti da fondo campo. L’ultimo tennista ‘serve and volley’ puro, vincitore Slam dopo Stefan Edberg, è stato Pat Rafter. Parliamo di Us Open 1997 e 1998 (una vita fa), tralasciando, ovviamente, sua eccellenza Pete Sampras e il suo ultimo acuto a New York Flushing Meadows 2002”.

Ieri è stato sorteggiato il tabellone del Masters 1000 di Montecarlo: ci sono quasi tutti i big, quest’anno, nel torneo di singolare maschile del Country Club. Cosa ipotizza in relazione a questo evento, il 1° prestigiosissimo appuntamento sulla terra battuta europea del 2026?

“Alcaraz e Sinner in questo momento non hanno rivali. Hanno giocato, nello stesso tabellone, quattro tornei: due vinti dallo spagnolo, due dall’italiano. Se questi due fenomeni solitari non si addormentano, oppure non accade qualcosa di straordinario, per esempio l’esplosione definitiva di Musetti sulla terra battuta oppure un nuovo rilancio di Zverev, il torneo è già firmato da Carlos o da Jannik. Per l’italiano, però, sarebbe il primo trionfo sulla terra a questi livelli. Ed è bene sottolinearlo. In generale, volgendo ora lo sguardo al torneo, il quarto di finale più tosto pare quello che vede in rotta di collisione Zverev e Medvedev, spazio dove verrebbe stritolato il “Berretto” nazionale. Musetti ha, invece, un esordio complicato contro il monegasco Vacherot, segue un secondo turno pessimo contro Mensik, già giustiziere di Sinner. Poi, il “Muso” potrebbe trovare una strada meno irta per arrivare in semifinale contro Alcaraz; mentre Darderi penso abbia le carte in regola per arrivare in Ottavi, così come Cobolli ai Quarti, prima di affrontare entrambi un Musetti che mi auguro furioso come il Pelide Achille. In questo momento, va ricordato, inoltre, il fatto che Sinner ha il non semplice compito di cercare di restare in contatto con Alcaraz, durante questa stagione sulla terra. Di fatto, su questa superficie, Alcaraz possiede numeri decisamente superiori a Jannik, in termini di titoli; per cui ritengo che questa fase dell’annata agonistica sia potenzialmente decisiva per fare la differenza verso il trono di “Number One ATP” di fine anno. Infine, a causa del meccanismo di scarto settimanale dei punti ATP 2025, Jannik potrebbe tornare leader della classifica proprio durante questi tornei sulla terra. Un fatto che però potrebbe costituire una distorsione verso il conseguimento del primato di fine stagione, dove conta solo la somma totale dei punti acquisiti nel 2026. Un fatto del quale, ovviamente, Sinner è a perfetta conoscenza, a differenza di molti appassionati di nuovo corso”.

Tennis e futuro. Professor Bottazzi, cosa pensa di questi reiterati esperimenti nelle Atp Finals Next Gen: partite al meglio dei 5 set (ma con i singoli parziali vinti a 4 game e non a 6 e gli eventuali tie break giocati sul 3-3 e non sul 6-6), nonché la conquista del singolo game affidata al giocatore che vince il 7° punto quando si arriva al fatidico e snervante 40-40?

“Abbiamo un sistema che punta allo show business e a far diventare il tennis sempre più uno sport rapido e di facile consumo televisivo, anche a costo di snaturare alcuni cardini del gioco, che fanno riferimento alla forza mentale e fisica del singolo tennista. Strozzare un game sul 40 pari e un set con un tie break sul 3-3 significa concedere meno opportunità a colui che, tra i due giocatori, è realmente più forte. E questo può portare più facilmente a risultati in cui, a emergere dai cosiddetti ‘Deuce’ e ‘Jeu Decisif’, non è chi ha più qualità complessiva, ma chi magari spara una palla a occhi chiusi e la mette dentro. Ma a mio avviso questo non è il tennis, è un suo surrogato.
In altre parole, in un tennis trasformato in prodotto televisivo, con con regole abbreviate, nichiliste, anche un giocatore come il gigante croato Ivo Karlovic (con una prima di battuta a 251 km/h) potrebbe tornare in auge e tramutarsi in campione tra i campioni, uccidendo il punto al primo colpo col servizio; per cui mi chiedo: è forse questo il progresso?”.

Ultima domanda. Tennis e calcio in Italia. Ormai gli indicatori economici e quelli riguardanti praticanti e appassionati danno un sostanziale pareggio tra queste due discipline. Dopo circa 40 anni, fine del primato pallonaro, complice il buco nero delle 3 eliminazioni dell’Italia nelle qualificazioni ai Mondiali (2018, 2022 e 2026) e il boom dei trionfi dell’Italtennis: in estrema sintesi, i 4 Slam, i 2 Masters Atp Finals e le 66 settimane da n° 1 Atp di Sinner tra il 2024 e il 2025, il “Wta1000 Roma” della Paolini nel 2025, le finali Wimbledon “targate” “Berrettini2021″ e “Paolini2024″, le finali Roland Garros “Paolini 2024″ e “Sinner 2025″, nonché …le 3 Davis Cup consecutive (2023, 2024 e 2025) e le 2 BJ King Cup (2024 e 2025) anch’esse una dietro l’altra… 

“A tal proposito, le racconto un episodio. Lunedì 30 marzo, prima di andare a far lezione a Scienze Motorie (UNIMI), ho preso un caffè al bar. Malgrado l’Italia dovesse affrontare lo spareggio per il Mondiale contro la Bosnia (sconfitta martedì 31 per 1-4 ai rigori, N.d.R.) non si parlava di calcio, ma solo di Jannik Sinner. Un ribaltamento copernicano incredibile rispetto alle secolari abitudini italiche, certificato addirittura dal bar sport, riferimento nazionale per eccellenza per lo sfruttamento commerciale di ogni prodotto sportivo. Il dato empirico, però, oggi pone a mio avviso il sistema tennis di fronte a una enorme responsabilità, quindi a una grande sfida. Di fatto, questa nuova moda non celebra la Tennis Mania, bensì la Sinner Mania. Mi spiego: se Jannik Sinner non gioca, il tennis torna quasi alla dimensione di interesse precedente, malgrado campioni come Musetti, Cobolli, Darderi, Paolini: tutti tennisti di super vertice. Per non dire poi del trascorso di Matteo Berrettini. E quindi ritengo che, oltre a incassare i dovuti consensi politici, a capitalizzare un’ espansione commerciale impressionante e a generare una notevole attenzione sociale e di costume, tutti elementi impensabili fino a una decina di anni fa, il sistema-tennis italiano debba assolutamente dotarsi – in questa fase storica – di un piano di alfabetizzazione culturale. Un piano proteso a trasformare la ‘Sinner Mania’ in ‘TENNIS MANIA’. La sfida più profonda da affrontare è questa, perché, nella consapevolezza che i fuoriclasse hanno una parabola definita, un gruppo di vertice politicamente avveduto, non miope, getta oggi le basi affinché la cultura tennistica attecchisca in Italia anche nel lungo periodo, al di là dei grandissimi giocatori delle cui gesta stiamo godendo con continuità già da anni”.
Luigi Gallucci 

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La storica striscia di Sinner: 22 match e 44 set consecutivi vinti negli ultimi 4 super eventi ATP sul cemento (Master 1000 Parigi Indoor 2025, Atp Finals Torino 2025, Indian Wells 2026, Miami 2026) >> https://www.sportflash24.it/sinner-da-record-a-indian-wells-e-miami-2026-266010

Evento “Hall Of fame Newport” 2025 >> https://www.sportflash24.it/luca-bottazzi-relatore-alla-v-conferenza-263962

Intervista al professor Bottazzi settembre 2024 >> https://www.sportflash24.it/gaiba-rovigo-luca-bottazzi-su-sinner-paolini-259655

 

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