Rubrica “Caffè azzurro”:

riflessioni post Inter-Napoli 3-2,

Serie A 3^ giornata 2026-27

Pessimismo? No, grazie. Riflessioni post Inter-Napoli 3-2

Dopo 2 sconfitte consecutive in campionato, il Napoli di mr Allegri deve continuare a credere nelle proprie capacità e, soprattutto, deve lavorare per evitare errori che possono essere pagati a caro prezzo nell’arco della stagione del Centenario.

/ REGOLE COI BUCHI

Nel calcio si può vincere o perdere per una palla che non centra la rete per 10 centimetri. E ci può stare, perché tirare di piede o colpire di testa un pallone non è la stessa cosa che mirare una buca con una stecca da biliardo, ma le regole devono essere chiare. E buchi normativi, laddove ci sono, vanno tappati, senza se e senza ma…perché è in gioco la credibilità del calcio. Per inciso, a Londra, sin dal 1898 l’IFAB, organo storicamente preposto al regolamento del foot ball, si riunisce periodicamente e, sulla base di segnalazioni provenienti dalla FIFA e dagli organi federali e confederali a essa appartenenti, approva modifiche ai protocolli vigenti.

DOMANDA SENZA RISPOSTA

Ebbene, nel 2026, in un’epoca digitale, nella quale si annullano gol per fuorigioco (individuati dall’occhio tecnologico e talvolta di un’entità pari a qualche millimetro) e nella quale, grazie alla goal line technology, finalmente si sa con precisione scientifica se un pallone ha varcato interamente la linea di porta oppure no, come è possibile che un regolamento di applicazione sull’utilizzo del VAR non contempli l’obbligo di intervento su momenti di gioco nei quali un giocatore commette, in qualsiasi zona del campo, un gesto violento nei confronti di un avversario???

SPIRITO ANTISPORTIVO IN DIRETTA TV  

E così, in attesa di una risposta che, in stile Godot, con ogni probabilità non arriverà mai, in Inter-Napoli 3-2, partita in cui la “lotteria” della vittoria sul filo dei centimetri premia con i tre punti i padroni di casa, chi segna la rete del successo neroazzurro al 46° del secondo tempo? Beh, il signor Lautaro Martinez, già in gol con merito all’11° del secondo tempo: una rete che, in pratica, riapre una contesa che, fino a 3 minuti prima, sembrava sotto il dominio del Napoli (2-0 parziale, grazie alle marcature di Politano e Hojlund siglate con un perfetto mix di determinazione, lucidità e qualità). E quindi, dov’è il nesso, obietterà qualche furbastro dal Loggione? Semplice. Sempre il signor Lautaro, campione del mondo di tecnica e di cazzimma, al 22° del secondo tempo, sul risultato parziale di 2-1 per il Napoli, viene ammonito per eccesso di proteste su un presunto fallo subito, ma non visto dal direttore di gara. E cosa fa il “Tauro” 3 minuti dopo, al 25°? Beh…non trova di meglio che rifilare gratuitamente una gomitata in pancia al difensore del Napoli Rafa Marin, che finisce a terra nell’incuranza della squadra arbitrale. L’azione prosegue, ma il team partenopeo, pochi secondi dopo, riconquista la palla e la mette fuori per permettere che finalmente qualcuno possa soccorrere Rafa. La pausa di gioco diventa, quindi, il momento buono per un replay che, in diretta tv mondiale, smaschera l’atto di slealtà e inchioda l’argentino alle sue responsabilità di giocatore. Insomma, un chiaro ed evidente gesto antisportivo che, attraverso l’uso di una tecnologia VAR normata in modo illuminato, sarebbe da punire palesemente quantomeno col cartellino giallo e, inevitabilmente, col successivo rosso. Ma, poiché l’azione di cui si rende protagonista Lautaro a tutt’oggi, 6 settembre 2026, non rientra tra i casi in cui c’è l’obbligo di supervisione VAR, l’argentino la scansa. E così, in un contesto di finale-gara, nel quale l’Inter mette, complessivamente, più determinazione, più intensità e più precisione del Napoli, il Tauro passa per eroe di giornata, capitano d’ambrosiana armata o, se si preferisce, capo dei gladiatori della Beneamata.

LA REALTA’ DEFORMATA

Eppure, da uomini di calcio molto osservato, possiamo affermare che le cose non stanno proprio nel modo in cui vengono proiettate dalla lente d’ingigantimento del risultato. Il Napoli, atteso a una prova del fuoco contro i campioni d’Italia dell’Inter nella 3^ di campionato, tiene il campo con ordine e qualità, producendo, palla a terra, come si suol dire, azioni più pericolose dell’avversario sin dal primo tempo. E dopo un’ora di gioco è avanti meritatamente per 2-0. Poi, però, iniziano ad affiorare difetti di attenzione che permettono agli affiatati Dimarco e Lautaro di confezionare la rete dell’1-2 e di fare il cosiddetto pieno di adrenalina in relazione a un serbatoio già discretamente rifornito. A quel punto, l’inerzia della gara cambia e l’Inter mette un po’ alle corde il Napoli, che, però, fino alla mezz’ora regge, al netto della “scugnizzata” del Toro Martinez, passata sotto traccia solo in relazione al cosiddetto popolo bue.
Purtroppo, però, al 34° arriva un altro giro di destino. Alisson Santos, esterno d’attacco, cede il posto al centrale di difesa Badiashile, recentemente arrivato in prestito da Chelsea. Scelta conservativa da parte di Allegri, ma al 37° proprio il francese viene “messo in croce” dal panchinaro di lusso Marcus Thuram, entrato a inizio secondo tempo al posto di Pio Esposito nell’attacco interista. Risparmiato nella 1^ parte di gara in vista della prossima sfida Champions contro il Real Madrid, Marcus col passare dei minuti diventa sempre più incidente e, nonostante un precedente pasticcio, alla 2^ palla buona fa valere la sua maggiore capacità di staccare e colpire di testa rispetto all’esordiente “Badia”.

QUESTIONE DI CENTIMETRI

Nel finale, la carica in attacco dell’Inter si trasforma, però, in una pericolosa coperta corta. E il Napoli, con la qualità e la determinazione dei nuovi entrati (De Bruyne, 2 assist al 43° e al 44°; Neres, affondo in area e tiro alto al 43°; Lucca, conclusione al 44°) fa tremare nuovamente il popolo neroazzurro. E per poco non lo rimanda, in blocco, “in rianimazione”: solo una questione di centimetri, infatti, separa la squadra partenopea dal rimettere le mani sui 3 punti. Sia Neres, sia Lucca, sia Anguissa, che interviene in scivolata – ma senza successo – nel tentativo di correggere il diagonale scoccato da Lucca al 44°, sperimentano sulla propria pelle la delusione per un tocco che può uccidere il biscione e che, invece, si trasforma in magone.
E così, scampato il pericolo, ci pensa un preciso cross di Carlos Augusto (sostituto di Dimarco dal 18° della ripresa) a mandare in tilt il pacchetto difensivo azzurro, incapace di allontanare un pallone che Akanji, gladiatore in entrambe le aree di rigore, nei minuti di recupero ha la scaltrezza di trasformare in un assist d’oro per LauToro, il bomber che incorna il Ciuccio lasciandolo sanguinante sul prato del Meazza. A referto, dopo 3 domeniche di campionato, 1 vittoria, 2 sconfitte e un non lieve -6 dalla vetta.

PESSIMISMO? NO GRAZIE

E ora solo l’esperienza di mr Max Allegri e la maturità dei più esperti dello spogliatoio azzurro possono indicare a tutto il gruppo la strada giusta: ripartire nei prossimi match da una prima ora di gioco che al Meazza li vede oggettivamente competitivi a grandi livelli, a dispetto delle immancabili Cassandre che nei giorni di vigilia intonavano uno strumentale e strisciante De Profundis sulle potenzialità stagionali della squadra di Allegri.
Luigi Gallucci

Riepilogo sulla gara del Meazza

Inter-Napoli 3-2: cronaca minuto per minuto e dichiarazioni di mr Allegri pre e post gara  https://www.sportflash24.it/inter-napoli-3-2-cronaca-azioni-5-settembre-2026-269504

Caffè azzurro: precedenti pubblicazioni

Riflessioni 23 agosto 2026, post Genoa-Napoli 0-2 https://www.sportflash24.it/il-maxismo-e-servito-riflessioni-su-genoa-napoli-0-2-269104

Riflessioni 31 agosto 2026, post Napoli-Como 1-2 https://www.sportflash24.it/fate-presto-riflessioni-post-napoli-como-1-2-269328

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