Rubrica “Caffè azzurro” /
Riflessioni post Napoli-Como 1-2,

Urgono una riflessione e un lavoro approfondito su alcune parti ‘sintattiche’ del gioco del Napoli, alla luce della sconfitta patita ieri contro il Como nella 2^ gara del campionato di Serie A 2026-27 (Foto mr Allegri: credits sito web ufficiale www.sscnapoli.it)
Serie A 2^ giornata 2026-27
- “Test Como 1907… failed”, si direbbe in gergo informatico. Da alcune ore, il Napoli di mr Allegri sa che deve fare solo una cosa: rimboccarsi velocemente le maniche e lavorare con intensità su alcuni aspetti che ieri hanno determinato un verdetto amaro, al di là del cosiddetto “episodismo” declinato nel calcio molto a sproposito e con una visione d’insieme spesso lacunosa. La sconfitta casalinga, alla prima gara di campionato tra le mura amiche, può essere “benvenuta” solo se accelera il percorso di crescita. E, per quello che si è visto ieri sul campo, di margini ce ne sono. Se è vero che nel calcio si può vincere in tanti modi, e la storia ce lo insegna, su almeno 2 macro-aspetti non si può andare per il sottile: qualità di tiro e sincronismi nelle trame e negli spostamenti in fase di possesso palla; massima concentrazione sulla lettura della costruzione del gioco avversario e annessa scaltrezza in marcatura e su eventuali raddoppi. Mostrando più “buchi” dell’avversario su tali fronti, i dati nudi di fine match non potevano che evidenziare ciò che tutti hanno visto. E così…Como 21 tiri costruiti, uno ogni quattro minuti e mezzo in media, Napoli 13, uno ogni sette. Qualche dettaglio: in occasione della conclusione di Hojlund, il danese ha fatto un capolavoro per segnare il gol del pareggio, perché, pur essendo l’osservato speciale di un paio di difensori avversari, ha avuto l’intelligenza e la qualità per muoversi orizzontalmente e crearsi lo spazio per un tiro che al 30° minuto del primo tempo aveva consentito alla sua squadra di rimettere il match in equilibrio. Raddoppiare in marcatura non significa essere esenti dal prendere gol, ma semplicemente costringere l’avversario a fare una giocata oltre la media, la qual cosa non è scontata. Altro “dettaglio cruciale”: sul 1° gol del Como, Olivera perde il contrasto con Diao, dopo avergli concesso metri, in larghezza, sulla sua corsia. Qualcuno ad aiutarlo, data la palese difficoltà? Nessuno. Dove arriva il pallone sul cross immediato di Diao? Ovvio, a centroarea. E quindi, su una situazione più che prevedibile, qualcuno, non diciamo incollato a Baturina per contrastarlo nel suo spostamento verso la palla in stile “Gentile su Maradona Spagna1982”, ma almeno in grado di leggere dal centro dell’area la traiettoria del cross del comasco e anticipare tutti? Beh, nemmeno a parlarne. E a quel punto, se si commettono errori di tal genere contro avversari che sanno giocare a pallone, il verdetto è facilmente intuibile. Naturalmente, una fase di grave “syntax error” in 95 minuti…ci può stare. La perfezione non è di questo mondo, del resto. Il problema è che, dal 31° minuto in avanti, di gravi errori di sintassi calcistica difensiva nel Napoli ieri se ne sono verificati almeno altri 3, solo che il Como ne ha trasformato in gol appena 1. Da squadra propensa al pressing alto, al 37° del 1° tempo, infatti, ha aggredito una timidissima gestione del pallone nella metà campo azzurra “realizzata” non da 2 improvvisati…ma da Anguissa e Rrahmani, entrambi tra gli eroi dei 2 scudetti recenti del Napoli. E a quel punto Baturina e Douvikas, travestendosi per pochi secondi da novelli Hugo Sanchez e Butragueno, hanno assestato il colpo del 2-1 diventato definitivo. E già, perché gli azzurri nel 2° tempo, pur provandoci, hanno fallito nell’altra metà del campo, per mera imprecisione, le occasioni che hanno cercato di tessere. I sincronismi e l’intensità sono stati accettabili. Ciò che è mancata è stata la qualità delle conclusioni. Alla fine della “fiera”, un test-Como che ha messo a nudo lacune su cui sarà opportuno intensificare il lavoro in allenamento, perché il calendario non concede tregue: sabato 5 settembre ore 18, stadio Meazza, Inter-Napoli, 3^ giornata di campionato; mercoledì 9 settembre ore 21, stadio Maradona, Napoli-Arsenal, esordio in Champions. In pochi giorni, si avranno di fronte i campioni d’Italia in carica e i campioni d’Inghilterra (nonché vicecampioni d’Europa). Come titolò IL MATTINO il 26 novembre 1983 nei giorni successivi al terremoto di domenica 23, verrebbe da invocare anche in questo caso, sia pur semplicemente in chiave sportiva, un “FATE PRESTO”.
Luigi Gallucci

