IL PUNTO SUI PENTACAMPEONES – Ci si aspettava un Brasile sontuoso, sugli scudi, entusiasmante e vincente. Invece, la Nazionale carioca seguita ad avere problemi, come se le avversarie avessero capito come imbrigliarla. E, dopo aver sudato settecamicie per avere ragione di una Croazia arcigna, che sicuramente non meritava di soccombere, la Seleçao ha impattato contro il Messico. È vero che le parate prodigiose di Ochoa hanno impedito ai brasiliani di sbloccare la gara, ma c’è qualcosa che non va, che non convince. La qualificazione non sembra a rischio, ma grondano le perplessità per una Nazionale che, si diceva, avrebbe potuto mettere a ferro e fuoco le avversarie del girone. Già dalla prima partita, comunque, si era capito che gli uomini di Scolari non sarebbero stati brillanti come ci si aspettava. E, se è stata piegata la Croazia, è perché Neymar ha deciso di salire in cattedra, togliendo le castagne dal fuoco. Con il blaugrana uomo-copertina, il Brasile è riuscito ad ottenere i tre punti facendo tirare un sospirone di sollievo ai tifosi che avevano gremito lo stadio. Anche contro il Messico, l’onda Verdeoro non vedeva l’ora di esplodere, ma non c’è stato verso. E non è stato solo per la sfortuna o per la giornata di grazie del portiere messicano, bensì per una mancanza di cinismo e incisività. Questo Brasile farà girare anche bene la palla, ma rischia di diventare snervante, irritante e, soprattutto, di non finalizzare il proprio gioco. Fred sembra ‘spuntato’ lì in avanti, Oscar è apparso un po’ opaco rispetto alla buona prestazione fornita all’esordio. Di sicuro, il peso dell’attacco non può gravare solo sulle spalle di Neymar. Da parte sua c’è tutta la voglia di sentirsi ancora protagonista e di strappare gli applausi della sua gente, ma non può predicare nel deserto. C’è bisogno che tutto il complesso inizi a girare come auspicato. Sicuramente queste prime due uscite della Nazionale brasiliana non hanno convinto: scialba e disorientata nel primo tempo con la Croazia, prima di riaversi nella ripresa, spuntata e arruffona contro il Messico. Sulla carta, l’organico di Scolari è tra i più attrezzati, dotato di potenzialità sbalorditive. E, naturalmente, ci si chiede il motivo di tale appannamento. Ma questo non deve ingannare. Il fatto che ora il Brasile non stia esprimendo il solito calcio propositivo e spettacolare, non si traduce automaticamente in un preludio ad un Mondiale deludente; anzi, può essere che, carburando in ritardo, poi con i motori a pieno regime dopo saranno dolori per le altre. Queste, però, sono ipotesi. E nel calcio non ci sono certezze. Al momento, l’unica è quella di un Brasile un po’ spento e imbolsito in alcuni suoi interpreti ma, nonostante ciò, per il passaggio agli ottavi non sembrano esserci problemi. Chissà cosa riserverà il futuro per i Verdeoro, se una esplosione deflagrante o qualcos’altro di allarmante.
Maurizio Longhi
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MONDIALI BRASILE 2014 Neymar, Fred e il mistero dei VerdeOro

a 03:55
Solo per dire che anche io stimo i calciatori saanmericudi con preferenze assolute per gli argentini e Uruguaiani in quanto tantissima percentuale di entrambi hanno DNA italiano e , per tanto, adattissimi al nostro calcio da sempre e, particolare non tanto trascurabile, hanno come gli italiani, classe immensa.Saluti !!!