"Franco Baresi: ieri, oggi e per sempre...MILAN":

Il toccante ricordo di Gianfilippo Riontino, milanista doc

La dipartita di Franco Baresi è un unicum, perché, a tutt’oggi, nessun giocatore nella storia del calcio italiano ha rappresentato e rappresenta così tanto l’essenza di un club. Franco Baresi, all’anagrafe Franchino, è fondamentalmente il Milan: nel suo spirito, nella sua abnegazione, nei suoi silenzi carichi di significato che non ne minano minimamente la leadership, nel suo talento, nel suo coraggio, nel suo profondo amore per questo club; una società a cui rimane legato anche nelle fasi in cui è più facile andare via, quando è più facile raggiungere piazze in cui i successi sono immediati e si guadagna di più.
Franco Baresi è stella luminosa già nel campionato del decimo scudetto (1979, N.d.R.), attraversa il momento buio del calcioscommesse (retrocessione d’ufficio 1980, N.d.R.). Nel 1981-82 una malattia lo tiene fuori dal campo per quasi 6 mesi, ma lotta disperatamente per cercare di rientrare alle ultime partite e provare a salvare il suo Milan, che stavolta, purtroppo, retrocede sul campo. Imperterrito, rifiuta qualunque offerta e così “certifica” che il Milan è la sua “casa”.
Una dipartita di questo tipo la si può ritrovare solo in Giacinto Facchetti, bandiera assoluta per i colori neroazzurri. Giacinto passa a miglior vita in un momento difficile per il calcio italiano e, per tale motivo, la sua morte non riceve i giusti onori. La differenza tra Giacinto e Franco consiste nel fatto che il primo gioca sempre in un’Inter forte ed è campione assoluto tra grandi campioni; il secondo, Franco Baresi, talvolta nel Milan è da solo. E sì, perché le giovani generazioni devono sapere che ci sono stati dei “Milan” in cui, a livello di spessore vero, c’era solo lui. E questa è una differenza importante. Franco è, per antonomasia, il capitano. Di nessun giocatore, in Italia, vi è stato un ruolo tale da identificarne automaticamente l’identità. Baresi è il Capitano, è il n° 6, maglia giustamente ritirata dalla società. In relazione al campo, Franco resta uno dei più grandi liberi di tutti i tempi insieme a Gaetano Scirea e Franz Beckenbauer. Questi ultimi, probabilmente, sono anche dei giocatori più completi, perché hanno un raggio d’azione maggiore, ma, sotto il profilo difensivo, Franco non ha eguali …per distacco. Non è esistito e non esisterà un giocatore come lui. Comanda, educa e conduce la difesa calcistica più forte di tutti i tempi, una linea assolutamente insuperabile. Uomo schivo, di poche parole, che manifesta la sua leadership in mezzo a giocatori incredibili (basti pensare ai Palloni d’oro che giocano in squadra con lui), nonché universalmente riconosciuto da tutti i suoi compagni come il più grande. E quindi per il Milan è una perdita incredibile. Per i tifosi rossoneri, oggi muore UN PEZZO DI MILAN; un pezzo non sostituibile, che può essere solo onorato nel corso del tempo e che porta anche la fine di un’epoca. Franco Baresi gioca, infatti, in una squadra che viene chiamata immortale (il Milan di mr Arrigo Sacchi) e successivamente invincibile (la compagine allenata da mr Fabio Capello). Le vicende della terra e della vita, però, ce lo strappano e lo mostrano come un uomo assolutamente mortale e non invincibile di fronte a un male così subdolo, ma nel cuore dei tifosi rossoneri Franco rimarrà per sempre. In questi ultimi giorni le notizie sulla sua salute si accavallano in maniera alquanto misera, strumentale. Si parla prematuramente di “morte” e poi, a ritmo incalzante, di “questione di ore”. Beh, si sappia che per i tifosi rossoneri “è questione di mai”. Franco Baresi ieri, oggi e per sempre.
Gianfilippo Riontino (54 anni e 974 partite da abbonato a San Siro)

Scheda Franchino Baresi: nascita, Travagliato (Brescia) 8 maggio 1960; morte, Rozzano (Milano) 31 luglio 2026.

IL PERCORSO CON LA MAGLIA DEL MILAN

Dal 1977 al 1997 disputa ben 532 match validi per il campionato (con 16 gol all’attivo) e 187 nelle Coppe (17 reti).
Col club rossonero vince 6 scudetti (1979, 1988, 1992, 1993, 1994, 1996), 3 Coppe dei Campioni/Uefa Champions League (1989, 1990, 1994), 2 coppe intercontinentali (1989, 1990), 2 supercoppe Uefa (1990, 1994), 1 Mitropa Cup (1982), 2 campionati di Serie B (1981, 1983), 4 supercoppe italiane (1988, 1992, 1993, 1994).

…E QUELLO CON LA NAZIONALE

Campione del Mondo nel 1982, ma non da titolare, esordisce in Azzurro il 4 dicembre di quello stesso anno in Italia-Romania 0-0, gara di qualificazioni a EURO1984. Tra il 1982 e il 1994 scende in campo 81 volte (ultima il 7 settembre 1994 a Maribor, Slovenia-Italia 1-1, sfida valida per le qualificazioni a EURO1996). Per Franchino Baresi, una sola rete con la Nazionale maggiore: a Bari, il 20 febbraio 1988, durante la gara amichevole Italia-URSS 4-1. Nella sua bacheca, oltre l’Oro di SPAGNA ’82, anche il Bronzo ai Mondiali di ITALIA ’90 e l’argento alla Coppa del Mondo di USA ’94.

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