Analisi 3° scudetto Napoli / 1 - Come vivono i tifosi il fallimento del 2004 e l'arrivo del nuovo presidente De Laurentiis...

Lo scudetto firmato Aurelio De Laurentiis ha una lunga storia…che non si può capire, se non si parte da ciò che rappresentava, per i tifosi del Napoli, il fallimento dell’estate 2004. (Foto: archivio Rosario Avolio)

UN PUNTO DI PARTENZA PRETTAMENTE ETICO /

Sapete qual è il problema di quelli che “NON SANNO FARE GLI UOMINI”, come diciamo a Napoli? E’ che sono condannati a essere dei mediocri a vita, talvolta facendo vita agiata e/o da nababbi. Può sembrare una contraddizione, ma purtroppo non lo è in questa Italia talvolta “sottosopra”. E così accade che “tutti ‘ste signure ‘ncravattate”, per dirla alla Mario Merola, dall’adolescenza alla morte…invecchiano senza diventare mentalmente adulti, ritenendo di avere sempre una scappatoia per qualsiasi questione…e/o una ragione “pezzottata fatta bene” da mettere sul tavolo per qualsiasi discussione o diatriba, più o meno seria, più o meno banale, più o meno (dis)Onorevole, più o meno Pol(l)itica. Beh, queste persone possono fare qualsiasi tipo di lavoro, ma non arriveranno mai a essere stimate in modo unanime, inequivocabile, perché negli ambienti che bazzicano… “le cose si sanno”. Ed è per tale motivo che il loro seguito, in termini di reale credibilità e fiducia, resterà sempre nell’intervallo matematico oscillante tra +0,99 e meno infinito… E questa non è …e non sarà mai  una questione di “soldi”, “luogo in cui si nasce”, “famiglia”, ma di “essenza”, “etica del lavoro”, “dignità”, “coraggio”, “competenza”.

LA VORAGINE COLMATA DAL CORAGGIO

IMPRENDITORIALE DI AURELIO DE LAURENTIIS

La premessa sociale (ma anche sociologica) è d’obbligo per spiegare cosa succede quando uno degli oggetti di culto pagano più preziosi nell’immaginario collettivo di almeno 6 milioni di napoletani sparsi nel mondo, “A squàdr ro Nàpul”, sta per fallire… e puntualmente fallisce! Nell’estate 2004, in città e nell’intera regione centinaia di migliaia di persone restano dispiaciute, avvilite, affrante davanti alle notizie che arrivano soprattutto dalla tv, dalle radio e dai giornali. L’atmosfera è da funerale, nel vero senso della parola. Nella stragrande maggioranza dei casi, a stento hanno i soldi per mettere il piatto a tavola e per pagare fitto e bollette; figuriamoci se lontanamente pensano che possono contribuire in qualche modo a salvare un club che ha circa 32 milioni di euro di debiti e che ha appena terminato un campionato mantenendo, quantomeno sul campo, la categoria della Serie B. Sono momenti tristi, non tanto per i ragazzini, quanto soprattutto per tutti quelli che nel decennio tra l’80 e il ‘90 “hanno visto Maradona” e addirittura gioito in modo irrefrenabile quando gli azzurri, capitanati dal più grande genio mai esistito nel calcio mondiale, ha trascinato la squadra del Napoli a vincere 2 scudetti, 1 coppa Italia, 1 coppa Uefa e 1 supercoppa nazionale tra il 1987 e il 1990: 5 trofei alzati in 4 anni solari. Fino a ora, un ciclo unico.
A tal proposito, emblematica di uno status emotivo e socio-economico dell’epoca è una testimonianza che abbiamo raccolto proprio di recente, pochi giorni dopo la matematica vittoria del 3° tricolore. Un artista di circa 50 anni, che chiameremo  Alfonso (nome di fantasia), ci racconta che durante l’epopea maradoniana faceva “il ragazzo del bar”, guadagnava “70mila lire a settimana” e li spendeva tutti in “biglietti per andare allo stadio San Paolo la domenica” per ammirare le gesta di “Maradona, Giordano,  Careca e Carnevale”.
Un concentrato di passione, emozioni e un pizzico di follia che un “non napoletano” farebbe fatica a capire davvero. Si immagini, dunque, almeno per un attimo, il dramma emotivo e sportivo vissuto nell’estate 2004 da Alfonso, lo si moltiplichi per 2 milioni (cifra per difetto) …e si provi a immaginare la situazione.
La città dai mille colori cantata da Pino Daniele, però, in quell’estate 2004 non vede SCENDERE IN CAMPO – laddove, invece, migliaia di persone qualunque si sarebbero auspicate una cosa di un determinato tipo – “QUELLI CHE …IN PREMESSA”, quei sedicenti tifosi… benestanti, critica-tutto e…soprattutto lesti nell’avere sempre a portata di mano “la pezza a colore”, l’alibi veloce per scappare da qualsiasi problema che non li riguardi nel “particulare”, come direbbe Guicciardini. Eppure, tra la città e la provincia, abbondano giuristi, intellettuali, manager, imprenditori, soloni e “SoTuttoIo”. Evidentemente, per tutti quelli che amano fare i professoroni col portafoglio altrui è più importante godersi le ferie che provare a salvare “O Nàpule”. Ed è così che gira una storia calcistica di questa città che solo Aurelio De Laurentiis, un romano di discendenza campana, risolleverà.  Passano, così, in città e in provincia, 19 anni nei quali le persone serie seguono con il massimo rispetto le gesta sportive del Napoli acquisito dalla società FilmAuro il 6 settembre 2004 grazie alla immediata messa a disposizione di garanzie economiche ammontanti a 29,5 milioni di euro in assegni circolari (in caso di ripartenza dalla Serie C) e a una fidejussione bancaria di ulteriori 20 milioni da utilizzare nell’eventualità (poi non verificatasi) di una ripresa agonistica dalla Serie B.
Passano, però, fino alla scorsa estate, anche 15 anni durante i quali colui che si è accollato l’onere (oltreché gli onori) di una squadra che rappresenta in Serie A un intero popolo azzurro viene pesantemente offeso da talune menti che nulla hanno fatto nel momento del bisogno e che ora, non sappiamo se per convenienza del momento o per reale pentimento, applaudono al 3° scudetto salendo sul carro dei festeggiamenti e mimetizzandosi nella gioia collettiva.

IL PRESIDENTE DEL CONTRAPPASSO

A cosa sono condannati, sportivamente parlando, quelli che, a livello economico e manageriale, potevano davvero fare un qualcosa e non lo hanno fatto nell’estate 2004? Beh…ad avere, per contrappasso, un presidente come De Laurentiis che muove il bilancio del Napoli con un rigore matematico, perché, al di là di tutte le critiche e le offese che ha subito e che potrebbe ancora subire, a casa sua ha diritto di comandare.  Sembra un concetto ovvio, ma a Napoli le forzature demagogiche e strumentali sono sempre dietro l’angolo. La prima, eclatante contestazione ADL è costretto ad assorbirla quando il suo Napoli è ancora in Serie B, stagione 2006-2007, su una questione di “regole”, da collegare sempre al fatto che in una comunità “normale”, non solo in teoria ma anche in pratica, è il proprietario di un bene, il detentore di un progetto a dover decidere qual è il modo più saggio per migliorare realmente, in tutte le sue sfaccettature, la “creatura” di cui dispone. Poi, una volta giunto in Serie A nell’estate 2007, per ADL inizia un altro e più tortuoso percorso. La piazza se ne intende di calcio spettacolo…e di grandi successi. E quindi, dopo qualche stagione a “QUELLI IN PREMESSA” non bastano più i piazzamenti in Uefa, la Coppa Italia, l’esordio in Champions League.  Loro vogliono il 3° scudetto, vogliono che a Napoli arrivino i campioni,  perché (da presuntuosi e/o stupidi) pensano che la Serie A la si possa rivincere solo con i Top Player. Chissà, forse è anche il ricordo di Maradona che annebbia le loro menti, incapaci di pensare a una via diversa, a un progetto alternativo e, soprattutto, economicamente sostenibile. E così, per circa un decennio, valanghe di critiche e offese perché Aurelio “vince solo lo scudetto del bilancio”. Per loro, però, il contrappasso è sempre in agguato. E così il 4 maggio 2023 succede che Aureliuccio si permette addirittura di vincere lo scudetto tricolore con giocatori e allenatore che mai prima di questo momento erano riusciti, in carriera, ad arrivare a un traguardo del genere. Una prima volta che, secondo gli storici della Serie A, non si verificava da 70 anni. Protagonista fu l’Inter della stagione 1952-53.  Morale della favola, che piaccia o no, Aurelio ha quasi sempre ragione. E chi lo contesta è libero di farlo, ma poi deve fare i conti con la legge non scritta che teorizzò il Sommo.

Luigi Gallucci

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ANALISI 3° SCUDETTO NAPOLI / 2 – FOCUS CON L’ECONOMISTA-MANAGER VINCENZO IMPERATORE, AUTORE DEL LIBRO “A SCUOLA DA AURELIO DE LAURENTIIS” - Per approfondimenti di carattere economico-finanziario, relativi all’impresa …non solo sportiva del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, clicca sul seguente link >> https://www.sportflash24.it/analisi-3-scudetto-napoli-1-intervista-alleconomista-vincenzo-imperatore-254996

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RECORD BATTUTI ED EGUAGLIATI DAL NAPOLI DI MR SPALLETTI 2022-23. INTERVISTA IN ESCLUSIVA A MARIO IMPROTA, AUTORE DEL LIBRO “NUMERI AZZURRI” >> https://www.sportflash24.it/record-battuti-ed-eguagliati-dal-napoli-di-mr-spalletti-2022-23-255452

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