Calcio, mr Max Allegri: "Sono venuto al Napoli per restituire...

Max Allegri, primo giorno da allenatore del Napoli. Oggi presentazione al San Carlo, il più antico teatro d’opera del mondo (Fonte foto: credits Commendatore della Repubblica Gaetano Mastellone)

Allegri-Napoli: gli intrecci

del passato e un presente

proiettato nel futuro

- Nella suggestiva sede del “San Carlo”, il più antico teatro dell’opera del Mondo, inaugurato il 4 novembre 1737 per volontà di re Carlo di Borbone, il Calcio Napoli presenta alla città e alla Stampa il suo nuovo allenatore, il 58enne livornese Max Allegri, l’uomo dei 5 scudetti consecutivi alla Juventus (6 in totale, considerando anche il primo della carriera conquistato col Milan e, quindi, solo 1 in meno rispetto al recordman della Serie A mr Giovanni Trapattoni).
Seppur non Conte…Max, però, a suo modo conta, in un calcio nel quale titoli (nazionali) e finali (internazionali) si pesano e si contano. Fatti, non film. Spezzoni di cronache che si fanno storia, anche se talvolta senza gloria. E sotto questo aspetto lui ha pure un “pokerissimo” da calare sul tavolo: 5 trofei di Coppa Italia, tutti da trainer del blasonato club juventino, record assoluto nello Stivale. Ma non è tutto. Quando Max non può mettere sul tavolo l’oro, per dirla con un linguaggio degno di un anno olimpico qual è il 2026, posa con cura l’argento pesante. Sotto questo aspetto, va annotato, infatti, che è uno dei 6 tecnici con ben 2 finali perse in Uefa Champions League/Coppa Campioni su altrettante disputate. Gli altri 5, per la storia, sono Albert Batteaux, Vujadin Boskov, Hector Cuper, Diego Simeone e Simone Inzaghi.
Diretto e talvolta “scaxxato” a bordo campo, al punto da far volare via giacche e soprabiti come se non ci fosse un domani, sul palco del “San Carlo” mr Allegri (nomen, omen) entra sì sorridente, ma anche molto emozionato. Oggi sente il peso della serietà che questa piazza riserva al calcio. Qui ‘o pallone, capovolgendo la sacchiana definizione, non è “la cosa più importante della vita tra quelle meno importanti” ma …la vita. Punto. In Parthenope, se il Napoli perde male una partita, migliaia di tifosi per la collera non dormono. E fino alla gara successiva si barcamenano in un mare di interiori frustrazioni ed esteriori recriminazioni. E lui, Max, tutto questo cliMax lo conosce bene, perché con la maglia azzurra ci ha giocato nella seconda parte della sciagurata annata 1997-98, che determinò la penultima e umiliante retrocessione sul campo dei partenopei in Serie B, prima di quella ancor più deprimente della stagione 2000-01. Forse è anche per il mix di ricordi di un trapassato incolore (da giocatore) e di un passato da castigatore (in quanto allenatore) che, durante la conferenza stampa, si lascia scappare un “sono venuto apposta, per restituire”. L’approccio col microfono sembra di circostanza: “”Sono emozionato e felice per questa presentazione e questa accoglienza, che è anche troppo per me. Ciò che mi preme è cominciare sin da subito gli allenamenti”. Ma l’emozione è un fiume carsico che Max in questo 14 luglio 2026 non sempre riesce a gestire, nonostante le tonnellate di esperienza accumulate a determinati livelli. La lacrima gli scappa, precisamente, quando lui e il presidente rammentano una telefonata in una sera nella quale la sua mamma non stava bene. Aurelio e Max, destini che si sono toccati più volte prima di… concretizzare un rapporto di lavoro ufficializzato lo scorso 3 luglio attraverso un messaggio pubblicato dal presidente De Laurentiis sul social media X.com.

Cosa c’è da fare

allegri adl la maglia 14 lug 2026

Lui (mr Max), lei (la maglia del Centenario), l’altro (patron Aurelio). (Foto: credits Commendatore della Repubblica Gaetano Mastellone).

A ogni buon conto, emozione a parte, i 45 minuti di conferenza stampa consentono a Max di delineare per sommi capi il quadro della situazione, tra eredità tecnica (lasciatagli per la seconda volta nella sua carriera) da Antonio Conte e obiettivi strategici a breve e medio termine. Ne viene fuori una sorta di “manifesto allegriano”, anche se non c’è niente di rivoluzionario, nonostante la data evocatrice del 14 luglio. In relazione a tali aspetti, riportiamo i passaggi “virgolettati” più significativi, tratti dal sito internet ufficiale www.sscnapoli.it: “Napoli è una città pazzesca, con un tifo passionale, e sono molto felice di questa accoglienza. Siamo stati già vicini in passato con De Laurentiis e adesso si sono creati i presupposti per lavorare insiemeCol Presidente ci conosciamo da anni, così come ho collaborato alla Juventus col Direttore Giovanni Manna. Quindi siamo già in sintonia sotto il profilo umano”. E dopo aver rimarcato le 17 qualificazioni alle competizioni Uefa “da quando c’è Aurelio come Presidente”, inizia a porre l’accento sul valore del gruppo azzurro. “Eredito una squadra che è stata guidata per due anni da un grande tecnico quale è Conte”. Poi Max circoscrive il raggio di operatività con la sua solita concretezza: “Bisogna essere dentro tutti gli obiettivi, campionato, Champions e Coppa Italia. Io dico sempre che marzo è il mese decisivo della stagione e noi vogliamo arrivarci in corsa su tutti i fronti; almeno questo è l’auspicio. Abbiamo una rosa competitiva che può fornire varie alternative di gioco. Ci sono entusiasmo e qualità per poter fare bene. Da domani inizia la stagione e dobbiamo essere tutti nelle migliori condizioni per dare il massimo. Ci sarà bisogno di tutti, perché il calendario è ricco di impegni e ci saranno momenti anche meno semplici da affrontare con la forza del gruppo”. Già, le difficoltà. E nel far calcio ad altissimi livelli ce ne sono di vario tipo, in campo e anche fuori. E qui sale in cattedra il Max ragioniere: “Bisogna vincere la sfida di essere competitivi e sostenibili. L’allenatore deve essere in simbiosi con il club per comprendere anche le esigenze economiche della Società. Per me, essere aziendalista è un complimento e una scelta precisa.

Si punta a valorizzare la Rosa

Alisson Santos (in primo piano) e Scott McTominay (sullo sfondo) due tra i giocatori-chiave del nuovo Napoli di mr Max Allegri. (Foto: credits reporter Ciro Lauria)

Questo gruppo ha dei valori importanti. Voglio conoscere tutti e gradualmente avrò un quadro più chiaro, iniziando da subito a lavorare con il primo gruppo di calciatori a disposizione. Sul mercato agiremo a stretto contatto con la Società. Prima voglio guardare da vicino tutti i ragazzi di questa rosa e poi valuteremo. Io credo che ci siano una base solida, una squadra di spessore e anche un progetto che unisca valore e sostenibilità. Su questi parametri ci muoveremo a seconda di eventuali necessità. Quest’anno per me è un ritorno alla Champions, perché nelle ultime tre stagioni non ci ho partecipato. C’è un format diverso da quello che ho affrontato io ed è molto affascinante, perché ti dà la possibilità di giocare 8 partite e poter anche recuperare in classifica per accedere al turno successivo”. Prima di arrivare ai titoli di coda e alle foto di rito dell’evento del giorno, non può mancare il riferimento al fatto di essere l’allenatore del Centenario. “Affronto questa stagione – conclude Max Allegri - con entusiasmo e anche con emozione. Il Centenario arriva una sola volta ed essere l’allenatore del Napoli in questa celebrazione mi riempie di orgoglio. È un motivo che ci deve dare ancora più carica per arrivare a maggio e centrare un obiettivo importanteÈ un anno in cui tutti i componenti devono dare qualcosa in più per onorare questo evento speciale“.

Report a cura di Luigi Gallucci

Per ulteriori approfondimenti su “Max Allegri al Napoli”, clicca sul seguente link https://www.sportflash24.it/ufficiale-3-luglio-2026-allegri-nuovo-allenatore-del-napoli-268782

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