Quelli che…il non calcio

tuttosport 25 mag 2025

La prima pagina di oggi del giornale quotidiano “Tuttosport” fotografa un’ultima domenica di campionato Serie A 2025-26 in cui non si poteva registrare, per il calcio italiano, una chiusura peggiore, date le violenze che sono state perpetrate prima del derby della Mole.

Se si leggono le prime pagine dei giornali sportivi di oggi, lunedì 25 maggio 2026, emerge chiara una doppia realta. In Italia, esistono “Quelli che il calcio…”, con le gioie (e talvolta le lacrime) che gli eventi sportivi sanno regalare, e “Quelli che…il non calcio”.
I primi, a Napoli li chiamerebbero in vari modi: i veri appassionati, gli illusi, gli ingenui, i poveri fessi, i creduloni; quelli che, però, sono la stragrande maggioranza e reggono il Sistema, in quanto pagano abbonamenti, si sobbarcano trasferte, sopportano file, ritardi di tutti i tipi e offese (insulti dagli insulsi), tifano senza odio e al massimo si concedono qualche maglietta o qualche striscione umoristico o coreografico.
I secondi, “Quelli che…il non calcio”, sono, invece, il male assoluto, in quanto minoranze autoritarie senza autorevolezza. E le loro gesta violente aperiodiche, perpetrate chirurgicamente “una tantum’”, sono solo spot-vergogna per lo sport italiano. Il problema, però, è sottoculturale e politico. Chi consente a questi soggetti di operare “bellamente” in gruppi organizzati 12 mesi l’anno senza limiti alla decenza e di tramare per sferrare agguati al calcio e allo sport italiano nel suo insieme? La debole politica, signori cari. È inutile che ci giriamo intorno. Gli interventi legislativi mosci sono il ventre molle in cui crescono e sguazzano tali soggetti. E quando poi lo Stato intensifica i metodi di controllo i risultati sono da “bollettino guerriglia”: feriti e contusi, quando va bene. Se ne parla nei Media per 24 ore, al massimo 48, ma poi il problema resta, perché in Italia siamo santi, poeti, navigatori…ma pure paraculi di livello altissimo. Domanda: a chi giova questo stato di cose? Certamente non a “Quelli che il calcio”, almeno fino a quando non decideranno di cambiare hobby, facendo saltare tutto il “giocattolo”.
Lu.Ga.
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