Focus Mensik
- Il risultato netto di 3 set a zero, con cui il ceco Jakub Mensik si è sbarazzato ieri sera del talento brasiliano Joao Fonseca nei quarti di finale del torneo Slam di singolare maschile Roland Garros 2026, ci ha spinto a chiedere all’ex Davis Man italiano Claudio Pistolesi, oggi coach negli Stati Uniti e autore di libri sul tennis, una riflessione di tipo tecnico. Ecco, a tal proposito, cosa ci ha dichiarato l’alfiere romano, ex top 75 della classifica mondiale Atp e “giustiziere” di Mats Wilander al torneo di Montecarlo nel 1988, l’anno di grazia in cui lo svedese diventò n°1 Atp e vinse, nell’ordine, Australian Open, Miami Lipton, Roland Garros, Cincinnati, Us Open e Palermo. Ma da Mats, uomo da 3/4 Grand Slam, torniamo rapidamente su Mensik, un potenziale campione Slam:”Si capisce che la provenienza geografica ha un suo peso nel valutare i possibili prospetti di Campioni futuri – spiega Pistolesi -. Questo ragazzo, Jakub, ha vinto il “1000” di Miami due anni fa. Credo avesse 19 anni; però Fonseca ha più marketing perché è alfiere di un Paese enorme come il Brasile, che da un bel po’ di anni aspetta un nuovo numero uno del mondo (unico, per ora, Guga Kuerten, anno 2000, N.d.R); per non parlare di altri due ottimi prospetti, Learner Tien, che è americano, e Rafa Jodar, spagnolo. Mensik, invece, è ceco, Paese dalla tradizione tennistica straordinaria, ma non ha un appeal poi così importante sui mercati più “tennistici” del mondo. Ma se Jakub non è il miglior prospetto poco ci manca. Ha pure battuto Sinner lo scorso febbraio a Doha e ha un servizio che mi ricorda Sampras.. Quindi ora se lo becca Alex Zverev, favorito di tanto, in semifinale. Ma dopo questo RG, comunque vada, spero sia ormai definitivamente sdoganato Mensik come possibile Campione Slam nel futuro prossimo”.
“Pistol Claudio” Amarcord
Pistolesi gioca 2 volte in carriera, e sempre su terra battuta, contro Wilander. La prima, al torneo di Båstad 1986, in Svezia, perde nei sedicesimi di finale 4-6, 2-6. Due anni dopo, però, nell’aprile 1988, lo ritrova negli ottavi di finale del prestigiosissimo torneo di Montecarlo. E lì compie uno dei capolavori della sua carriera, perché stende in rimonta il Re del Rosso e del Cemento col punteggio di 2-6, 7-6, 6-2. Un dato per i giovani di oggi, quelli che…all’epoca non c’erano.
Luigi Gallucci


