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Quanto conta segnare per primi?
Le squadre di Serie A
che gestiscono meglio il vantaggio
Cinque giornate sono poche per delineare una stagione, ma bastano per osservare determinate tendenze. Nella Serie A 2026/27, alcune squadre hanno già mostrato una notevole capacità di proteggere un vantaggio minimo. Altre hanno scoperto quanto velocemente un pomeriggio tranquillo possa diventare molto meno tranquillo.

Serie A 2026-27 / Focus sui diversi scenari che si aprono quando una squadra va in vantaggio. Elementi raccolti sulla base delle prime 5 giornate di campionato. (Immagine: credits WHLINKS)
Il primo gol aiuta,
ma bisogna sapere cosa farsene
Segnare per primi cambia la partita, soprattutto perché costringe l’avversario a prendere più rischi. Non garantisce, però, nulla. Fiorentina e Udinese lo hanno già imparato in modo piuttosto brusco, mentre Lazio, Cagliari e Milan hanno mostrato modi diversi di difendere ciò che avevano conquistato.
Nel calcio, il punteggio finale racconta molto, ma non racconta da solo come una squadra ci sia arrivata.
Tre partite delle prime cinque giornate mostrano bene cosa significa controllare il vantaggio.
- A Venezia, la Lazio ha sbloccato lo 0 a 0 con Zaccagni e ha trovato poco dopo il secondo gol con Noslin.
- Il Cagliari ha battuto l’Udinese 1 a 0, resistendo alla pressione friulana grazie anche agli interventi di Caprile.
- Il Milan ha aperto presto contro il Lecce con Pulisic, poi ha continuato a creare fino al 3 a 0 finale.
Tre scenari diversi. Stesso premio, tre punti.
Lazio e Cagliari, due modi di chiudere la porta
La Lazio è arrivata alla prima sosta con 13 punti in cinque partite. A Venezia, però, prima di andare avanti ha dovuto soffrire. Mandas ha parato un rigore e fermato altre occasioni dei padroni di casa, poi Zaccagni ha trasformato il penalty che ha spostato la gara e Noslin ha firmato il 2 a 0.
Il dettaglio interessante arriva dopo il vantaggio. La squadra di Gattuso non si è limitata a difendere l’1 a 0, ha costruito subito una distanza più solida tra sé e l’avversario. Sembra banale, finché non si guarda quante partite cambiano proprio perché una squadra decide che un gol possa bastare.
Il Cagliari ha scelto un’altra strada. Dopo cinque turni aveva raccolto quattro vittorie, tutte con un solo gol di scarto. Contro l’Udinese, Maldini ha segnato la rete decisiva e Caprile ha protetto il risultato davanti ai tentativi dei friulani.
I primi segnali suggeriscono alcune caratteristiche abbastanza nette:
- La Lazio cerca il secondo gol senza perdere equilibrio.
- Il Cagliari accetta anche partite più sporche e strette.
- Il Milan ha mostrato contro il Lecce di poter continuare ad attaccare dopo aver sbloccato il risultato nella prima parte di gara.
Non esiste, quindi, un solo modo per gestire il vantaggio. Esiste quello che funziona.
Roma e Inter mostrano quanto può essere fragile un doppio vantaggio
Roma contro Inter ha offerto quasi il caso opposto. Konè ha segnato due volte nel primo tempo e i giallorossi sono andati negli spogliatoi sul 2 a 0. Sembrava un vantaggio solido. Lautaro Martinez ha ricordato rapidamente che contro certe squadre la tranquillità dura poco.
L’Inter, infatti, ha segnato due volte nella ripresa e ha chiuso sul 2 a 2. Per la Roma non si è trattato di un crollo completo, ma di una partita che è cambiata quando gli avversari hanno aumentato ritmo e presenza nell’area giallorossa. Anche due gol, a volte, sono un margine sorprendentemente sottile.
I nerazzurri, però, in questo campionato 2026-27 avevano già abituato gli appassionati di calcio a situazioni di punteggio particolari. Contro l’Udinese erano finiti sotto di due reti nei primi sedici minuti e avevano poi vinto 5 a 3. Contro il Napoli avevano recuperato un altro doppio svantaggio fino al gol del 3 a 2 segnato nei minuti di recupero.
Per chi va avanti contro l’Inter, quindi, il compito non finisce con il gol. Serve ancora parecchio impegno.
Fiorentina e Udinese mostrano l’altro lato della statistica
La Fiorentina aveva trovato il vantaggio contro il Torino con Pellegrino al 48′. Invece di trasformare quel gol nel punto di partenza per controllare il finale, ha subito la rimonta granata. Mandragora ha pareggiato e Adams ha segnato all’82′ il gol dell’1 a 2.
L’Udinese ha vissuto una serata ancora più estrema a San Siro. Abankwah ed Ekkelenkamp avevano costruito uno 0 a 2 contro l’Inter entro il sedicesimo minuto. Alla fine, il tabellone segnava 5 a 3.
Da questi primi casi emergono tre domande in relazione al momento in cui una squadra passa in vantaggio:
- Continua a creare occasioni oppure arretra troppo presto?
- Riesce a rallentare la partita nei momenti in cui l’avversario aumenta la pressione?
- Ha abbastanza qualità difensiva per sopravvivere anche ai minuti difficili?
Sono dettagli più interessanti del semplice conteggio dei gol segnati per primi. Dopo cinque giornate, il campione dei dati raccolti è limitato, quindi sarebbe prematuro trasformarlo in una tendenza della stagione. Una cosa, però, si nota già bene. Segnare per primi apre la porta ai tre punti. Blindare il risultato richiede un impegno massimale per quasi tutta la partita.
Chi confronta numeri, risultati e rendimento delle squadre incontra spesso classifiche costruite su criteri molto diversi. Lo stesso principio vale in altri settori sportivi, dove una classifica bookmakers ordina operatori sulla base di caratteristiche confrontabili invece di affidarsi a una singola impressione.
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