Se, nelle prime due edizioni, gli organizzatori del meeting maranese (Ente Comune, Regione Campania, Provincia di Napoli, Fidal e Associazione Atletica Marano) hanno puntato sulla presenza di star plurimedagliate a livello mondiale, quali Marlene Ottey e Olabisi Afolabi, quest’anno hanno fatto enormi sforzi per portare sulla pista di via Falcone soprattutto atleti in forma, tra cui una dozzina di reduci dai Mondiali di Osaka ed alcuni africani in grado di assicurare prestazioni di assoluto rilievo internazionale. Ebbene, tirando le somme, si può dire che la scelta si è rivelata indovinata, perché tra gli oltre 80 iscritti, in rappresentanza di 14 nazioni e 3 continenti (Africa, America ed Europa), alcuni hanno fatto registrare tempi di grande spessore: in primis i mezzofondisti impegnati nella gara dei 5.000 metri. In tale competizione il 21enne keniano Isaak Tanui Kiprotich (vincitore lo scorso 9 aprile della mezza maratona di Prato) si è dovuto accontentare del 3° posto nonostante sia sceso, con 13.53.14, al di sotto della soglia d’eccellenza dei 14 minuti. Discorso analogo per il suo connazionale Daniel Kiprop Limo, 24enne che quest’anno vanta la seconda migliore prestazione mondiale sull’ora (con 20.271 metri percorsi) e la vittoria alla mezza maratona di Bologna in 1h / 2 min. / 08 sec. Limo a Marano è giunto ‘solo’ 4° in 13.55.48. Appena 2°, ma qui val la pena soffermarci per un attimo, il 18enne Matthew Kisorio, anch’egli di passaporto keniano, già medaglia di bronzo nella gara di 8 km – categoria juniores  ai campionati mondiali di cross svoltisi a Mombasa nel marzo scorso e vincitore dei 5.000 e 10.000 ai campionati africani juniores di atletica leggera disputatisi in Burkina Faso a metà agosto. Insomma, Kisorio è il classico talento naturale che rischia, entro qualche anno, di polverizzare i record mondiali assoluti. In tale ottica bisogna infatti tener presente che questo ragazzo nel corso del 2007 ha abbassato di oltre 30 secondi il suo record nei 5.000, portandolo prima a 14.00.20 e poi a 13.28.43, tempo quest’ultimo fatto registrare proprio al meeting di Marano. Per tale motivo la sua crescita va seguita con estrema attenzione. Ma, nonostante sia in forma eccezionale, Matthew Kisorio a Marano si è dovuto accontentare del secondo posto. Il vincitore, con un eccellente crono di 13.26.60, è stato un altro mezzofondista keniano, il 21enne semisconosciuto Isaac Kimurine, al quale sulla pista di via Falcone è servita una volata lunga per battere la stella emergente proveniente dal settore juniores.

 

Insomma, quattro atleti sotto i 14 minuti per un 5000 da incorniciare, se si pensa che il campione mondiale di Osaka 2007, l’americano Bernard Lagat, il 30 agosto ha corso la semifinale in 13.46.57 e il 2 settembre la finale in 13.45.87: una gara, questa, nella quale l’ultimo del gruppo dei 15 qualificati, il keniano Benjamin Limo, ha chiuso in 14.01.25.

 

Ad ogni buon conto, tornando ai risultati agonistici registratisi a Marano lo scorso 14 settembre, va evidenziato anche il crono dei 1500 maschili, vinti dal tanzaniano Samwel Mwera Chegere in 3.41.34, tempo di assoluto valore se rapportato a quanto espresso poche settimane fa durante la rassegna iridata in terra nipponica. Per quanto concerne invece lo sprint, va  registrata l’ottima prestazione del campione italiano Simone Collio, il quale col suo 10.23 nella gara del 100 mt ha confermato uno stato di forma che, qualche settimana fa, lo ha portato a stabilire in terra laziale il record personale (10.14). A corollario di ciò è doveroso notare il fatto che a Marano l’atleta lombardo ha fatto segnare un tempo che ai Mondiali di Osaka gli sarebbe valso un posto in semifinale e quindi la consacrazione nell’élite della specialità.

 

Ma il 3° meeting Città di Marano non è stato caratterizzato solo da velocità e mezzofondo. Allo stadio di via Falcone belle prestazioni  si sono avute anche nel settore dei lanci. Nel Martello maschile il vincitore, l’azzurro Marco Lingua, ha scagliato l’attrezzo a 75.76 mt, una misura che nella recente competizione iridata gli sarebbe valsa l’ingresso in finale. Di ottima fattura anche la gara del Peso femminile. Qui, nel derby azzurro tra la napoletana Assunta Legnante e la padovana Chiara Rosa (8^ con 18.39 ai Mondiali di Osaka), a spuntarla è stata proprio quest’ultima. Al termine della serie di “getti”, solo 32 cm di differenza tra le due: 18.77 per la Rosa e 18.45 per la  ragazza di Frattamaggiore.

 

Per quel che concerne le altre gare in programma, da segnalare le vittorie di Emanuele Abate (13.94 nei 110 hs), Amandine Allou Affoue (23.63 nei 200 femminili), Amantle Montsho (53.41 nei 400 femminili), Mathieu Gnaligo (48.82 nei 400 maschili), Ndiss Kaba Badji (7.37 nel salto in lungo maschile), Chynonye Ohaduagha (13.09 nel salto triplo femminile), Elisabetta Artuso (2.05.51 negli 800 femminili), Elena Meuti (1.83 nel salto in alto femminile) e Andrea Bettinelli (2.26 nel salto in alto maschile). Unico neo della manifestazione, l’annullamento – per problemi organizzativi – di alcune gare riservate agli atleti disabili.   Luigi Gallucci

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