IL LAVORO DI PER PAOLO MARINO E I TANTI TRASFERIMENTI DI GIOCATORI TRA LA CAMPANIA E IL FRIULI VENEZIA GIULIA

Dal periodo maradoniano a oggi, gli intrecci tra la Napoli del calcio e il Friuli Venezia Giulia, la terra destinata a sancire l’aritmetica conquista del 3° scudetto della storia azzurra, sono di vario tipo. Non solo “MANO DE D10S”, non solo Andrea Carnevale, il bomber di Monte San Biagio, non solo il savianese Ciccio Romano.
Fili di vario spessore fanno parte di un’unica, grande trama di un destino che …arriva fino ai giorni nostri. E uno dei più grandi trait d’union resta Pier Paolo Marino, colui che ai microfoni di Dazn tv, nel pre-gara di Udinese-Napoli 1-1, il 4 maggio definisce questo Napoli una sorta di “nipote” calcistico che egli ritrova dopo aver seminato 4 anni e mezzo nel metaforico – ma non troppo - hortus del centro tecnico di Castel Volturno.
LE PRIME 7 COINCIDENZE – Il dirigente avellinese, durante il biennio bianconero 2002-2004, lavora, ad esempio, in modo proficuo con l’allora emergente mister Luciano Spalletti. Nella rosa dei calciatori di quella Udinese che inizia ad affacciarsi alle competizioni Uefa figurano in totale 7 giocatori che – “ciascuno a suo modo”, direbbe Luigi Pirandello – incrociano sul loro percorso di carriera il Napoli.
La coincidenza storicamente più eclatante riguarda Andrea Sottil, il mister torinese di Venaria Reale che, da ex allievo (ruolo difensore) di Luciano da Certaldo, il 4 maggio 2023 impone uno storico pareggio alla squadra che, in quella stessa sera, si laurea campione d’Italia “a casa sua”.
Ex allievo del triennio spallettiano in Friuli è pure il portiere titolare Morgan De Sanctis, chietino di Guardiagrele destinato a vestire l’azzurro di Parthenope dal 2009 al 2013.
E, sempre in quel periodo, gioca con Spalletti, dal 2003 al 2005, un altro futuro giocatore del Napoli, il foggiano di San Severo Michele Pazienza (centrocampista nel triennio 2008-2011).
Ma non è finita. Addirittura, in quella Udinese ci sono anche …2 ex calciatori partenopei dell’ultimo periodo dell’Era presieduta da Corrado Ferlaino (il mediano Fabio Rossitto originario di Aviano-Pordenone, biennio 1997-1999, e Dino Fava Passaro, nativo di Formia, provincia di Latina, e attaccante nel triennio azzurro 1996-1999), 1 che rientra nel periodo di presidenza di Giorgio Corbelli (il terzino Marek Jankulovski, ceco di Ostrava, biennio 2000-2002) e, infine, 1 (Gonzalo Martinez Caycedo, difensore colombiano di Candelaria) che arriva a Napoli nel momento che potremmo definire del “calvario”: il biennio 2002-2004 a guida Salvatore Naldi, in cui viene sancito il fallimento (momentaneo) del club partenopeo.

PARTENZE DA UDINE CON DESTINAZIONE NAPOLI – Nel complesso, nei primi 19 anni dell’Era De Laurentiis sono 9 quelli che accettano con entusiasmo il trasferimento dall’Udinese al Napoli. Il primo è l’argentino Roberto Sosa.
Dopo un quadriennio 1998-2002 in cui colleziona in bianconero 104 presenze e 34 gol, il “Pampa” originario di Santa Rosa nel biennio 2002-2004 viene ceduto in prestito ad altre squadre (Boca Juniors, Gymnasia La Plata, Ascoli e Messina). Per lui, che pure aveva condiviso con mr Spalletti 3 mesi di lavoro all’Udinese da marzo a maggio 2001, nel nuovo scacchiere non c’è molto spazio per giocare da titolare. E a quel punto, quando il Napoli sa di dover ripartire dai bassifondi e c’è bisogno di gente smaliziata e col fiuto del gol, lui è uno dei primissimi ad accettare di entrare nel nuovo progetto di Pier Paolo Marino. E insieme, nel 2007, coronano anche il sogno di riportare il club nel massimo campionato, categoria mantenuta, tra l’altro, fino a oggi in modo sempre molto brillante, fatta eccezione per il 12° posto dell’annata 2008-09, quella in cui avviene il cambio in panchina tra il goriziano di Lucinico Edy Reja e il lombardo di Cisano Bergamasco Roberto Donadoni. A parte il “Pampa”, a inizio 2005 giunge nel Napoli in prestito da Udine, per pochi mesi e collezionando 2 presenze, anche il giovanissimo Olivier Renard, portiere belga di La Louviere, in Vallonia.
Inoltre, durante la gestione De Laurentiis, arrivano, sempre dalla proprietà dell’ Udinese, l’attaccante stabiese Fabio Quagliarella (in bianconero dal 2007 al 2009 e in azzurro nell’annata 2009-10), il mediano svizzero di Olten Gokhan Inkler (nell’Udinese dal 2007 al 2011 e nel Napoli dal 2011 al 2015), il terzino colombiano di San Andres de Tumaco Pablo Armero (in Friuli nel triennio 2010-2013 e in azzurro nella stagione 2013-14), il centrocampista brasiliano di Rio de Janeiro Allan (in bianconero dal 2012 al 2015 e al Napoli dal 2015 al 2020), la mezz’ala di Ząbkowice Slaskie Piotr Zielinski (in bianconero dal 2011 al 2014, un passaggio in prestito dall’Udinese all’Empoli nel biennio 2014-2016 e il trasferimento definitivo al Napoli dal 2016 a oggi) e i portieri Orestis Karnezis (greco di Atene, in bianconero nel triennio 2014-2017, in prestito dall’Udinese al Watford  nell’annata 2017-28 e in azzurro dal 2018 al 2020) e, per ironia del destino, l’udinese Alex Meret, neo campione d’Italia (un quadriennio proprio “a casa sua”, in bianconero dal 2012 al 2016, un biennio 2016-2018 in prestito dalle zebrette alla Spal e, dall’estate 2018 a oggi, la cessione definitiva al Napoli).

PARTENZE DA NAPOLI CON DESTINAZIONE UDINE – Negli incroci tra i due club, però, durante la gestione De Laurentiis ci sono anche 4 trasferimenti in direzione opposta.
Nel 2008 parte, infatti, per Udine, dopo aver militato nel Napoli dal 2006 al 2008, il difensore romano Maurizio Domizzi, restandoci per 8 anni, fino al 2016.
Dopo il biennio in azzurro 2008-2010, si trasferisce a Udine nell’annata 2020-11 l’attaccante argentino German Denis.
E ancora, nel biennio 2015-2017 va in prestito all’Udinese l’attaccante colombiano di Padilla Duvan Zapata, dopo aver collezionato poche presenza in maglia partenopea dal 2013 al 2015.
Infine, dal settembre 2019 a metà gennaio 2021 al Napoli e, in prestito all’Udinese dall’ultima decade di gennaio e fino al maggio 2021, anche l’attaccante spagnolo di Pamplona Fernando Llorente.

I CALCIATORI COSIDDETTI “DOPPI EX” – Inoltre, in questo intreccio del destino che mette in relazione le piazze calcistiche di Udine e Napoli, non possiamo non menzionare 9 cosiddetti doppi Ex.

Il primo, non fosse altro che per la complessa vicenda di vita che lo caratterizza, è il centrocampista kosovaro di Titova Mitrovica Valon Behrami. Al Napoli nel biennio 2014-2016 e nell’Udinese dal 2017 al 2019, il mediano d’interdizione è noto al grande pubblico anche le sue presenze in tv da opinionista di calcio e per il suo matrimonio, datato 2018, con la pluri campionessa mondiale di sci alpino Lara Gut, formidabile atleta di una Svizzera che valorizza Valon dal 2005 al 2018 nella compagine calcistica rossocrociata e che ancor prima, come riportano le testate giornalistiche “RSI” (link https://www.rsi.ch/archivi/Alla-famiglia-Behrami-rimane-la-speranza-16149544.html) e “GIANLUCADIMARZIO.COM” (link https://gianlucadimarzio.com/it/Valon-Behrami-svincolato-risoluzione-Sion-guerra-Kosovo-Svizzera), sin dal 1990 accoglie, di fatto, nel Comune di Stabio questo bambino kosovaro di 5 anni e la sua famiglia di sangue albanese, in fuga dal luogo natìo a causa di una politica caratterizzata da una sempre più opprimente deriva nazionalistica messa in atto, contro l’etnia locale albanese, dai vertici della Repubblica di Serbia all’epoca presieduta da Slobodan Milosevic.

Articolata anche la vicenda di Antonio Floro Flores. L’attaccante in questione nasce nel 1983 al rione Traiano, a un tiro di schioppo dallo stadio San Paolo, ma, prima di arrivare nel club azzurro, è costretto a superare giorni difficili nel contesto del calcio napoletano. La prima, vera svolta della sua carriera arriva con l’esordio in “A” a 17 anni e mezzo, per scelta del mister cremonese di Rivolta d’Adda Emiliano Mondonico. All’Olimpico, in un Roma-Napoli 3-0 del 28 gennaio 2001 che decreta il titolo di campione d’Inverno per i giallorossi, il ragazzo della zona Ovest della città corona, probabilmente, il 1° sogno della sua carriera, dopo aver superato alcuni momenti molto difficili. Nonostante la retrocessione in Serie B nel giugno 2001, Floro Flores resta in azzurro fino a tutto il 2003. Ma, prima di vivere un’esperienza proficua in Serie A con l’Udinese (140 presenze e 26 reti in campionato tra il 2007 e il 2012), tra il 2004 e il 2007 ha modo di affinare le sue doti e la sua cultura calcistica anche con le casacche di Sampdoria, Perugia e Arezzo.
Dopo aver lasciato il Friuli, Antonio Floro Flores gioca fino al 2020 vestendo, in sequenza, le maglie di Granada (Liga spagnola), Genoa, Sassuolo, Chievo Verona, Bari e Casertana. Il suo record di gol in Serie A è di 51. In carriera, il bomber del rione Traiano vanta anche 1 rete in Nazionale Under 21 e 1 in Liga.

Questi gli altri doppi Ex: Andrea Dossena, giocatore di fascia originario di Lodi, il quale milita nell’Udinese nel biennio 2006-2008 e nel Napoli nel triennio De Laurentiis 2010-2013;

Giandomenico Mesto, ruolo terzino, barese di Monopoli, a Udine nella stagione 2007-08 e a Napoli nel triennio 2012-2015;

Hassan Yebda, mediano franco-algerino nativo di Saint Maurice-Ile de France e in prestito sia dal Benfica al Napoli nell’annata 2010-11 sia dal Granada all’Udinese nel semestre gennaio-giugno 2014;

Emilson Cribari, difensore brasiliano di Cambarà, legato alla terza stagione spallettiana in Friuli (2004-05) e al Napoli dell’annata 2010-11;

José Vidigal, mediano africano di Lubango (o Sà da Bandeira) con doppio passaporto (angolano e portoghese), uno dei baluardi partenopei dei periodi “Corbelli” e “Naldi” (quadriennio 2000-2004) e, successivamente, pilastro dell’Udinese di Serse Cosmi nella stagione della Champions League 2005-06;

Emanuele Belardi, portiere salernitano di Eboli, in prestito dalla Reggina al 1° Napoli di De Laurentiis nella stagione 2004-05 e in squadra con l’Udinese nel triennio 2008-2011;

Roberto Baronio, centrocampista bresciano di Manerbio, calciatore proveniente dalla Lazio e in prestito all’Udinese nella prima parte del 2006, ma anche allenatore del settore Primavera del Napoli nel biennio De Laurentiis 2018-2020.

NAPOLETANI CON LA MAGLIA DELL’UDINESE E NON CON QUELLA AZZURRA – Ma non è ancora tutto…sull’asse Udine-Napoli. In questo ampio contesto, non si può non ricordare che non vestono la maglia dei partenopei, ma solo quella dell’Udinese, 3 calciatori professionisti di Napoli Nord.

Il primo è Antonio Di Natale, attaccante di Pomigliano d’Arco in bianconero dal 2004 al 2016, casacca con cui segna 191 dei suoi 209 gol in Serie A,  in quanto gli altri 18 li sigla con l’Empoli tra il 2002 e il 2004. Con l’Udinese, “Totò” vince, tra l’altro, per 2 volte consecutive la classifica dei cannonieri del massimo campionato (stagioni 2009-10 e 2010-11), porta la fascia di capitano dal 2009 al 2016 e, grazie soprattutto al crescendo di prestazioni in bianconero, si issa al 6° posto della classifica dei migliori goleador nella storia della Serie A a girone unico, scavalcando, nientemeno che… il vicentino di Caldogno, nonché Pallone d’Oro 1993, il “divin codino” Roberto Baggio, 7° con 205 centri.
Forte di giocate di grande classe, Di Natale colleziona, tra 2002 e il 2012, anche 42 presenze e 11 reti con la nazionale italiana, compagine con cui vince l’Argento agli Europei “Polonia-Ucraina 2012″.

Il secondo è il mediano di Frattamaggiore Francesco Lodi, a Udine per 3 stagioni: 2009-10 (in prestito dall’Empoli)  e nel biennio 2015-2017. Quest’ultimo, però, a differenza di Totò, si toglie la soddisfazione di vincere qualcosa con la Nazionale. In Liechtenstein, nel 2003, fa parte, infatti, della spedizione azzurra che conquista il titolo europeo con l’Italia Under 19.

Il terzo napoletano che si fa valere in Bianconero, ma che fino a oggi non è approdato in azzurro, è il difensore di fascia Giuseppe Pezzella, cresciuto tra Marano e Quarto.
Peppe, un classe 1997 formatosi calcisticamente da ragazzino prima nel Monteruscello (quadriennio 2009-2013) e poi nel Palermo (biennio 2013-2015), ha già disputato in Serie A due campionati col Palermo (tra il 2015 e il 2017), due con l’ Udinese (tra il 2017 e il 2019), due col Parma (tra il 2019 e il 2021), uno con l’Atalanta (annata agonistica 2021-22) e, infine, uno con il Lecce (stagione 2022-23).
In Nazionale, il calciatore dell’area giuglianese-flegrea vanta, tra l’altro, a livello giovanile, ben 3 podi: Argento nel 2016 agli Europei Under 19 in Germania, Bronzo nel 2017 ai Mondiali Under 20 in Corea del Sud e Bronzo, sempre nel 2017, agli Europei Under 21 in Polonia.

IL GORIZIANO MR REJA, QUALITA’ UMANE E TECNICHE DA RECORD…- Dulcis in fundo, in questo quadretto di incroci del destino tra il Napoli Calcio e il Friuli Venezia Giulia, mister Edy Reja, allenatore goriziano che arriva a Napoli nel gennaio 2005 (in sostituzione del 1° tecnico dell’Era ADL, il genovese Gian Piero Ventura) e ci resta fino al marzo 2009, quando cede il posto a Roberto Donadoni, a sua volta reduce dall’esperienza del biennio 2006-2008 con la nostra Nazionale neo Campione del Mondo: due anni conclusi con una qualificazione a Euro 2008 “Austria-Svizzera” e un’eliminazione nei quarti di finale ai calci di rigore contro quella Spagna del “Tiki Taka” che si sarebbe apprestata a comporre il clamoroso trittico d’oro Europei 2008 – Mondiali 2010 – Europei 2012.

Ad ogni buon conto, prima di lasciare il Napoli in mano a Donadoni, Edy in quel quadriennio fa, a suo modo, la storia. Nell’annata 2004-05, con una formazione presa in corso d’opera, perde la finale playoff di Serie C1 contro l’Avellino, sfiorando la promozione in B. In quella successiva, 2005-06, vince il campionato di “C” e riporta, dopo 2 anni di assenza, la squadra in “B”. Nella stagione 2006-07, il “suo” Napoli arriva secondo dietro la Juventus in Cadetteria e, dopo 6 stagioni, torna in “A”.
Riapprodata nel grande calcio nazionale, la compagine di mr Reja conquista l’8° posto in massima serie e, quindi, la qualificazione a una competizione Uefa (3° turno Intertoto) ben 14 anni dopo l’ultima gara del Napoli in ambito continentale.
Grazie a grandi doti umane trasmesse perfettamente a un gruppo in evoluzione continua e alla nota scaltrezza non solo nel preparare le gare ma anche nel leggerle durante il loro svolgimento, Reja, insieme a Marino e ad Aurelio De Laurentiis, è, di fatto, uno degli artefici principali della prima e delicatissima fase operativa nel contesto di un lungo progetto finalizzato a costruire una dimensione sempre più elevata di un Napoli capace di rafforzarsi progressivamente anno dopo anno, fino ad arrivare, nella seconda stagione a guida mr Spalletti, al punto più alto: il raggiungimento dei quarti di finale di Uefa Champions League il 15 marzo 2023 e la conquista dello scudetto una cinquantina di giorni dopo (4 maggio 2023).
Infine, sempre in relazione al quadriennio azzurro di mister Reja, fino a oggi il mister più longevo dell’Era De Laurentiis, non si può non ricordare il fatto che il Napoli del nuovo corso “targato ADL” il 2 settembre 2007 conquista, proprio con un 5-0 allo stadio Nuovo Friuli, la sua prima vittoria in Serie A. Grande protagonista di quella giornata, la 2^ del campionato 2007-08, è il neo acquisto argentino Ezequiel Lavezzi, che, oltre a segnare 1 delle 5 reti azzurre, con le sue costanti giocate in velocità spacca letteralmente la difesa dell’Udinese e ne provoca il tracollo totale nei 90 minuti. Un Pocho semplicemente devastante. Quella domenica, in sostanza, l’Italia del calcio viene impressionata dalle qualità dell’attaccante sudamericano, le cui accelerazioni sono destinate a far esaltare per un intero quinquennio (2007-2012) gli oltre 6 milioni di fans del Napoli sparsi nel mondo.

PER VISUALIZZARE LA PARTE PRIMA DI “UDINESE-NAPOLI PROFUMO DI SCUDETTO”, clicca sul seguente link >> https://www.sportflash24.it/udinese-napoli-profumo-di-scudetto-parte-prima-255385

 

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