Le prospettive del Napoli di Spalletti, secondo Vinicio.

Luis Vinicio inquadra con la consueta maestria il momento positivo della squadra di Mr Spalletti (Foto: Mario Pavan)

LA SCHEDA /

Luis Vinicius de Menezes, 89 anni, meglio noto come Vinicio ‘O Lione, brasiliano di Belo Horizonte residente a Napoli in zona Posillipo, è ancora oggi un’icona del calcio italiano, sia nel ruolo di attaccante (155 gol in 13 campionati di Serie A tra il 1955 e il 1968 e titolo di capocannoniere nel 1965-66 con 25 reti), che in quello di allenatore (vincitore di una Coppa Italia con il Napoli nel 1975-76 e artefice di una miracolosa salvezza centrata in “A” con l’Avellino nel 1980-81 partendo da una penalizzazione di -5).

L’INTERVISTA /

Mister Vinicio, dove può arrivare questo Napoli, attualmente primo in classifica a punteggio pieno dopo 6 giornate di Serie A 2021-22 ?

“Ora è molto presto per fare una valutazione. L’importante è che abbia iniziato bene, perché vincere aiuta a vincere”.

Quali possono essere gli ostacoli rispetto a un cammino vincente?

“Spero che questo campionato, iniziato molto bene, possa proseguire nella maniera giusta. Su un cammino lungo è importante che non ci siano infortuni nei giocatori-chiave, che non ci siano assenze per squalifica di determinati calciatori in partite cruciali e…soprattutto, che episodi arbitrali non danneggino il gruppo”.

Quali squadre sono da temere maggiormente rispetto ad altre?

“L’Atalanta non ha iniziato al massimo, ma attualmente è in crescita e ha un allenatore molto bravo come Gasperini. Inter e Milan, così come Juve, Roma e Lazio, sono anch’esse squadre in grado di dare filo da torcere al Napoli”.

L’Inter, campione uscente, si è indebolita o no rispetto allo scorso anno, a seguito delle cessioni di Lukaku e Hakimi?

“Oggi l’Inter non è più forte delle altre, solo che a Milano c’è un grande strombazzamento mediatico, che tende a esaltare molto pure il Milan, forse al di là dei valori oggettivi delle 2 squadre”.

Quindi ha ragione Mr Spalletti a dire che sono in sette a giocarsela per lo scudetto?

“Assolutamente sì”.

Quanto può influire l’ambiente esterno alla squadra rispetto al raggiungimento di obiettivi storici per i quali, almeno sulla carta, si concorre anche quest’anno a pieno titolo?

“A livello ambientale, fondamentale può essere la spinta di un pubblico molto attaccato alla squadra, qual è quello napoletano. Quelli che, invece, possono dare fastidio, sono taluni giornalisti con i loro servizi pubblicati sui media nazionali. Alcuni di loro, col la loro azione, potrebbero innescare ad arte malumori nel gruppo azzurro. Naturalmente, mi auguro che ciò non accada”.

La squadra di Spalletti, almeno come intensità di gioco, sembra somigliare molto a quella di Sarri, che nel triennio 2016-2018 sfiorò lo scudetto, arrivando seconda col record storico dei 91 punti per una ‘compagine piazzata’ nella Serie A a girone unico.

“Sia Sarri che Spalletti sono allenatori che sanno dare le direttive giuste e sanno leggere i ‘momenti’, sia a partita in corso, facendo scelte spesso indovinate, che a campionato in corso, adottando modifiche e accorgimenti tecnico tattici”.

Lo scorso 6 settembre c’è stato il 17° anniversario dell’Era De Laurentiis. Lei, da napoletano d’adozione, si ritiene soddisfatto del percorso fatto dall’attuale presidente del Napoli?

“Nel complesso, Aurelio De Laurentiis guarda prima agli aspetti economici e poi a quelli tecnici, cercando di bilanciare sia l’uno che l’altro. Nel calcio, però, ogni tanto ci vuole qualche follia in ambito di bilancio, soprattutto se si vuole vincere”.

Calcio anni ‘60-‘70-‘80 e calcio di oggi: si possono dei paragoni?

“Al di là delle epoche, ci sono degli aspetti del calcio che valgono sempre. E un bravo allenatore, per raggiungere risultati importanti, deve innanzitutto avere un gruppo di giocatori intelligenti e con grandi qualità umane. Insomma, in squadra ci devono essere atleti…che fanno vita da atleta…e che non creano problemi di ambito diverso rispetto alle ‘cose di campo’. A questo punto, con i giocatori giusti, la preparazione atletica conta ancora oggi almeno al 60% rispetto a ciò che si riesce a ottenere alla fine della stagione. Poi, ovviamente, l’allenatore deve essere molto bravo anche a curare l’aspetto mentale e i dettagli tecnico-tattici”.

Nel calcio valgono più gli schemi o il talento ?

“E’ l’allenatore che deve saper ottimizzare le risorse in base a ciò che ha a disposizione. Se ha giocatori tendenzialmente più dotati tecnicamente…può usare determinati sistemi di gioco; se, invece, l’aspetto della fisicità è più accentuato rispetto all’altro, si deve lavorare su altri canoni”.

A proposito di caratteristiche e talento, Victor Osimhen come lo vede?

“Ha buona qualità, è molto veloce e può dare tanto alla squadra. E il fatto che non abbia una esagerata massa muscolare lo può aiutare nell’agilità e nei tempi di smarcamento”.

Da quando esiste il campionato di Serie A a girone unico (1^ edizione 1929-30), lei, per n° di gol realizzati in una singola stagione, è attestato ancora tra i primi 30 capocannonieri di tutti i tempi. E ciò in virtù delle 25 reti messe a segno nella stagione 1965-66 con la maglia del Vicenza. Complessivamente, sia prima che dopo di lei, altri 3 brasiliani hanno vinto questo titolo, ma con un numero di reti inferiore. Nel contempo, con 70 gol complessivi in gare ufficiali con la maglia del Napoli, Luis Vinicio è ancora tra i primi 15 bomber azzurri di tutti i tempi. Che effetto le fanno queste statistiche?

Sono storie che rimangono. L’importante è che i gol sono stati fatti”.

Come inquadra il fatto che, su 70 bomber vincitori del titolo di capocannoniere di Serie A, ci sono 4 nativi brasiliani, 3 uruguaiani e ben 8 argentini?

“Moltissimi giocatori brasiliani sono cresciuti giocando in strada, a tutte le ore e, in molti casi, senza nemmeno le scarpe ai piedi. Ed è in quei frangenti che si affinano proprietà di palleggio superiori alla media e vengono fuori calciatori in grado di trattare il pallone in modo sublime. Per contro, la cura della fase difensiva è meno approfondita rispetto ad altre Nazioni. E, in tutto questo contesto, si tenga conto anche del fatto che i brasiliani, tendenzialmente, amano stare maggiormente nel loro Paese. A loro volta, sotto questo aspetto gli argentini, così come gli uruguagi, storicamente sono più aperti, tanto è vero che si trovano meglio in Europa rispetto ai brasiliani.  In tale ambito, si aggiunga che sia gli attaccanti argentini che uruguagi sono abituati – da sempre – a lottare contro difese organizzate. Infine, va evidenziato che gli uruguaiani nel calcio sono dei fenomeni. Nonostante il fatto che l’Uruguay abbia una popolazione nettamente inferiore a Brasile e Argentina, i suoi calciatori nascono con una vena di coraggio nettamente sopra la media. E questa è una caratteristica specifica degli ragazzi di quell’area”.     

Ultima domanda: ha conosciuto Pelé?

“Sì, ci siamo visti 2 volte. La prima sul campo, in Brasile, durante la partita Botafogo-Santos. Prima che arrivassi al Napoli, si giocavano tornei tra le migliori squadre dello stato di San Paolo e quelle di Rio De Janeiro. E, appunto, durante una di queste gare, nonostante avesse solo 15 anni, dimostrò di avere doti nettamente superiori alla media, sia a livello fisico che tecnico. Poi, un’altra volta siamo stati compagni di viaggio su un volo che dall’Europa ci portava in Brasile. E, approfittando del tempo a disposizione, abbiamo chiacchierato tanto. E’ un ragazzo intelligente e alla mano”.
Luigi Gallucci    

Classifica storica capocannonieri

Serie A con girone unico*

1930: Giuseppe Meazza (club di appartenenza, Ambrosiana Inter – nativo di Milano, Italia), 31 gol.
1931: Rodolfo Volk (Roma – Fiume, ex regno d’Ungheria), 29.
1932: Angelo Schiavio (Bologna – Bologna, Italia) e Pedro Petrone (Fiorentina – Montevideo, Uruguay), pari merito con 25 reti a testa.
1933: Felice Borel II (Juventus – Nizza, Francia), 29.
1934: Felice Borel II (Juventus), 31.
1935: Enrique Guaita (Roma – Lucas Gonzalez, Argentina), 28.
1936: Giuseppe Meazza (Ambrosiana-Inter), 25.
1937: Silvio Piola (Lazio – Robbio, Italia), 21.
1938: Giuseppe Meazza (Ambrosiana-Inter), 20.
1939: Hector Puricelli Sena (Bologna – Montevideo, Uruguay) e Aldo Boffi (Milan – Giussano, Italia), pari merito con 19.
1940: Aldo Boffi (Milan), 24.
1941: Hector Puricelli (Bologna), 22.
1942: Aldo Boffi (Milano), 22.
1943: Silvio Piola (Lazio), 21.

1944: campionato non disputato a causa della 2^ guerra mondiale.
1944: campionato non disputato a causa della 2^ guerra mondiale.

1946: Guglielmo Gabetto (Torino – Torino, Italia), 22.
1947: Valentino Mazzola (Torino – Cassano d’Adda, Italia), 29.
1948: Giampiero Boniperti (Juventus – Barengo, Italia), 27.
1949: Istvan Nyers (Inter – Freyming Merlebach, Francia), 26.
1950: Gunnar Nordahl (Milan – Hornefors, Svezia), 35.
1951: Gunnar Nordahl (Milan), 34.
1952: John Hansen (Juventus – Copenaghen, Danimarca), 30.
1953: Gunnar Nordahl (Milan), 26.
1954: Gunnar Nordahl (Milan), 23.
1955: Gunnar Nordahl (Milan), 27.
1956: Gino Pivatelli (Bologna – Sanguinetto, Italia), 29.
1957: Dino da Costa (Roma – Rio de Janeiro, Brasile), 22.
1958: John Charles (Juventus – Swansea, Gran Bretagna), 28.
1959: Antonio Valentín Angelillo (Inter – Buenos Aires, Argentina), 33.
1960: Omar Sivori (Juventus – San Nicolas de Los Arroyos, Argentina), 28.
1961: Sergio Brighenti (Sampdoria – Modena, Italia), 27.
1962: José Altafini (Milan – Piracicaba, Brasile) e Aurelio Milani (Fiorentina – Desio, Milano), 22 reti a testa.
1963: Harald Nielsen (Bologna – Frederikshavn, Danimarca) e Pedro Manfredini (Roma – Maipù, Argentina), 19 pari merito.
1964: Harald Nielsen (Bologna), 21.
1965: Alessandro Mazzola, detto Sandro (Inter – Torino, Italia) e Alberto Orlando (Fiorentina – Roma, Italia), 17 gol a testa.
1966: Luis Vinício (Vicenza – Belo Horizonte, Brasile), 25.
1967: Luigi Riva, detto ‘Gigi’ o  (Cagliari – Leggiuno, Italia), 18.
1968: Piero Prati (Milan – Cinisello Balsamo, Italia ), 15.
1969: Luigi Riva (Cagliari), 20.
1970: Luigi Riva (Cagliari), 21.
1971: Roberto Boninsegna (Inter – Mantova, Italia), 24.
1972: Roberto Boninsegna (Inter), 22.
1973: Giuseppe Savoldi (Bologna – Gorlago, Italia), Paolo Pulici (Torino – Roncello, Italia) e Gianni Rivera (Milan – Alessandria, Italia), 17 reti a testa.
1974: Giorgio Chinaglia (Lazio – Carrara, Italia), 24.
1975: Paolo Pulici (Torino), 18.
1976: Paolo Pulici (Torino), 21.
1977: Francesco Graziani (Torino – Subiaco, Italia), 21.
1978: Paolo Rossi (Vicenza – Prato, Italia), 24.
1979: Bruno Giordano (Lazio – Roma, Italia), 19.
1980: Roberto Bettega (Juventus – Torino, Italia), 16.
1981: Roberto Pruzzo (Roma – Crocefieschi, Italia), 18.
1982: Roberto Pruzzo (Roma), 15.
1983: Michel Platini (Juventus – Joeuf, Francia), 16.
1984: Michel Platini (Juventus), 20.
1985: Michel Platini (Juventus), 18.
1986: Roberto Pruzzo (Roma), 19.
1987: Pietro Paolo Virdis (Milan – Sassari, Italia), 17.
1988: Diego Maradona (Napoli – Lanus, Argentina) 15.
1989: Aldo Serena (Inter – Montebelluna, Treviso), 22.
1990: Marco van Basten (Milan – Utrecht, Olanda), 19.
1991: Gianluca Vialli (Sampdoria – Cremona, Italia), 19.
1992: Marco van Basten (Milan), 25.
1993: Giuseppe Signori (Lazio – Alzano Lombardo, Italia), 26.
1994: Giuseppe Signori (Lazio), 23.
1995: Gabriel Batistuta (Fiorentina – Santa Fe, Argentina), 26.
1996: Igor Protti (Bari – Rimini, Italia) e Giuseppe Signori (Lazio), 24.
1997: Filippo Inzaghi (Atalanta – Piacenza, Italia), 24.
1998: Olivier Bierhoff (Udinese – Karlsruhe, Germania), 27.
1999: Marcio Amoroso (Udinese – Brasilia, Brasile), 22.
2000: Andriy Shevchenko (Milan – Dvirkivscyna – Ucraina), 24.
2001: Hernan Crespo (Lazio – Florida, Argentina), 26.
2002: David Trezeguet (Juventus – Rouen, Francia) e Dario Hubner (Piacenza – Trieste), 24.
2003: Christian Vieri, detto ‘Bobo’ (Inter – Bologna, Italia), 24.
2004: Andriy Shevchenko (Milan), 24.
2005: Cristiano Lucarelli (Livorno – Livorno, Italia), 24.
2006: Luca Toni (Fiorentina – Pavullo nel Frignano, Italia), 31.
2007: Francesco Totti (Roma – Roma, Italia), 26.
2008: Alessandro Del Piero (Juventus – Conegliano Veneto, Treviso), 21.
2009: Zlatan Ibrahimović (Inter – Malmoe, Svezia), 25.
2010: Antonio Di Natale (Udinese – Napoli, Italia), 29.
2011: Antonio Di Natale (Udinese), 28.
2012: Zlatan Ibrahimović (Milan), 28.
2013: Edinson Cavani (Napoli – Salto, Uruguay), 29.
2014: Ciro Immobile (Torino – Torre Annunziata, Italia), 22.
2015: Mauro Icardi (Inter – Rosario, Argentina) e Luca Toni (Verona), 22.
2016: Gonzalo Higuain (Napoli – Brest, Francia), 36.
2017: Edin Dzeko (Roma – Sarajevo, ex Jugoslavia), 29.
2018: Mauro Icardi (Inter) e Ciro Immobile (Lazio), 29.
2019: Fabio Quagliarella (Sampdoria – Castellammare di Stabia), 26.
2020: Ciro Immobile (Lazio), 36
2021: Cristiano Ronaldo (Juventus – Funchal, Portogallo), 29.
(*) dal campionato 1929-30, il primo a girone unico.

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