Carratelli sul Napoli di Sarri: “Può piazzarsi tra le prime tre”

Rubrica di approfondimento “Tribuna Stampa Sportflash24″. (Immagine creativa di Sandro Sanna).

20 ottobre 2015, ospite della rubrica “Tribuna Stampa” di Sportflash24, Mimmo Carratelli, storica firma del giornalismo napoletano e nazionale. Ex caporedattore e inviato speciale de “Il Mattino” e “Roma”, nonché ex vice direttore del “Guerin Sportivo”, è stato anche collaboratore della “Gazzetta dello Sport” e del “Corriere dello Sport-Stadio”. Autore di una decina di libri in ambito sportivo (calcistico e non solo), attualmente è opinionista del quotidiano di via Chiatamone e ad 81 anni ama definirsi un “praticante in servizio permanente effettivo”. Con lui facciamo alcune brevi considerazioni sul Calcio Napoli, sul campionato di Serie A e sul primo decennio della presidenza-De Laurentiis.

Edoardo Reja: dalla Serie C1 alla “A” e all’ Europa League. Walter Mazzarri: dalla zona retrocessione al trionfo in Coppa Italia, ‘passando’ per un secondo posto in campionato e una qualificazione diretta ai gironi di Champions con raggiungimento degli ottavi di finale. Rafael Benitez Maudes: dal successo in Coppa Italia a quello in Supercoppa nazionale, ‘transitando’ per una terza piazza in Serie A e relativa qualificazione al preliminare di Champions League, a sua volta ‘viatico’ per il traguardo della 3^ semifinale in gare Uefa nella storia del club azzurro. E ora, su quella stessa panchina, c’è Maurizio Sarri. Dove può portare questo Napoli l’ex bancario nato all’ombra del Vesuvio e vissuto in Toscana?

 “Per quello che è l’attuale valore della squadra, Sarri potrebbe condurre il Napoli tra le prime posizioni della classifica. Quest’anno il traguardo della qualificazione in Champions potrebbe essere realmente alla portata degli azzurri”.

Fiorentina, Roma, Inter e Napoli sono le vere candidate allo scudetto 2015-16?

“La classifica attuale dice questo. Bisogna vedere quale formazione reggerà per tutta la stagione. E, sotto questo aspetto, l’Inter è avvantaggiata rispetto a Napoli, Roma e Fiorentina, in quanto non ha impegni infrasettimanali nelle coppe europee. Sarri però ha una rosa di giocatori all’altezza e si è visto che riesce a ruotare bene i calciatori che ha a disposizione”.

Domanda azzardata… ma non troppo. Il cosiddetto ‘tiki taka con verticalizzazioni’ del Barcellona e l’intensità nel pressing del Milan di Arrigo Sacchi (attento osservatore 40 anni fa del Vinicio-allenatore, cultore di ‘calcio totale’) si possono considerare tra gli elementi di riferimento del gioco di Sarri, al netto, naturalmente, delle differenze di valori tecnici tra questo Napoli e gli interpreti sul campo dei due modelli di gioco appena citati ?

“La novità di questo Napoli, rispetto al recente passato, consiste nell’avere baricentro alto, grande intensità nel pressing e capacità di recuperare subito il pallone. Il tutto s’innesta in un contesto che oggi vede il calcio italiano in fase di evoluzione rispetto al vecchio modello basato su difesa e contropiede. Oggi in Serie A molte squadre stanno cambiando mentalità, a cominciare da Empoli e Sassuolo: formazioni che già da qualche anno cercano di proporre gioco con inserimenti veloci in area di rigore avversaria. In pratica, in Italia stiamo assistendo ad un tentativo di avvicinamento alla cosiddetta essenza del calcio, che è innanzitutto quella di fare gol”.

Differenze e analogie tra Sarri e i suoi predecessori sulla panchina azzurra?

“L’attuale Mister è un allenatore di campo, un po’ come alla metà degli anni Settanta lo era Vinicio. Così come ai suoi tempi faceva Luis, anche Sarri segue molto tutti i suoi giocatori. Naturalmente sono due epoche diverse e non è semplice addentrarsi in paragoni, anche perché quello di quarant’anni fa era un calcio più semplice rispetto a quello di oggi, nel quale gli allenamenti vengono svolti in modo molto articolato. Certamente quel Napoli, che vinse una Coppa Italia e giunse 2° in campionato, non è che avesse in squadra dei veri e propri assi. Diciamo che… come standard qualitativo più o meno siamo lì, anche se la rosa che Sarri oggi ha a disposizione ha un po’ di qualità in più…”.

Ultima domanda. Potrebbe fornirci una breve considerazione sul 1° decennio di presidenza-De Laurentiis ?

“Aurelio De Laurentiis è certamente un presidente moderno, con l’occhio ad un bilancio che deve tendere sempre verso l’attivo. E questa è la base per evitare certi fallimenti che un po’ hanno segnato le squadre italiane. E poi c’è da dire che è riuscito ad imbroccare quasi tutti gli allenatori: vedi Reja, Mazzarri e lo stesso Benitez. E’ difficile, dall’esterno, capire come abbia fatto. Secondo me è stato un mix di competenza e fortuna”.

Luigi Gallucci

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Carratelli sul Napoli di Sarri: “Può piazzarsi tra le prime tre”. E sulla Serie A: “Il gioco delle nostre squadre si sta evolvendo, a cominciare dalle cosiddette ‘piccole’ Empoli e Sassuolo”  / Breve intervista di Sportflash24 al noto opinionista partenopeo

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