Calcio italiano senza un capo: si dimette il presidente FIGC

Inizia un momento di transizione per il calcio italiano, che da oggi è senza un capo, a seguito delle recentissime dimissioni del presidente della federazione Carlo Tavecchio. I vertici del CONI però sono già a lavoro. Nella prossima riunione di giunta, prevista per domani in sessione straordinaria, potrebbe essere ufficializzata la nomina di un commissario reggente. (Foto: archivio Sandro Sanna)

DOPO LA MANCATA QUALIFICAZIONE AI MONDIALI DI RUSSIA 2018, SI INIZIA UN NUOVO PERCORSO /

“Ho rassegnato le dimissioni e, come da mero atto politico, ho chiesto anche quelle degli altri componenti del consiglio federale. Nessuno però le ha rassegnate. Quindi sono rimaste le mie”. Queste le parole pronunciate da Carlo Tavecchio ieri pomeriggio al termine della riunione del consiglio della Federazione Italiana Gioco Calcio, vertice in cui è entrato per l’ultima volta da presidente, ma durante il quale non ha ricevuto il sostegno dell’area maggioritaria dell’assemblea.
In conseguenza di ciò, il calcio italiano in queste ore è, dunque, senza un capo, che, tra l’altro, da alcuni mesi, proprio in quanto presidente FIGC, rivestiva provvisoriamente anche il ruolo di commissario di altri due importanti organi gestionali, e cioè la “Lega Serie A” e la “Lega B”.
A seguito di tale decisione, domani, mercoledì 22 novembre 2017, presso la giunta del CONI dovrebbe svolgersi una riunione d’urgenza finalizzata ad analizzare la situazione e a prendere provvedimenti in merito. In tale ottica non si esclude affatto l’ipotesi di un commissariamento della FIGC, periodo in cui si preparerebbe il terreno per successive elezioni.
Dopo la disfatta della nostra Nazionale, che lunedì scorso ha terminato anzitempo il suo percorso riguardante i Mondiali di Russia 2018, in quanto eliminata nello spareggio decisivo dalla Svezia, nell’arco di 7 giorni vanno via due esponenti cruciali: il commissario tecnico Gian Piero Ventura (esonerato dall’incarico durante la riunione del consiglio federale di mercoledì 15) e, appunto, il n° 1 Carlo Tavecchio (per dimissioni volontarie maturate ieri).

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ECCO IL BILANCIO DEL TRIENNIO 2014-2017

Carlo Tavecchio lascia la guida del calcio italiano dopo circa 3 anni di gestione, ma, a parte il pesante colpo riguardante l’eliminazione prematura rispetto al Mondiale 2018, attraverso il sito web ufficiale della FIGC traccia un bilancio estremamente positivo rispetto ad altri temi di cui si è occupato in termini di politica sportiva nazionale e internazionale: “Sono state fatte tante cose positive in questi tre anni – ha affermato l’ormai ex n° 1 della federazione gioco calcio -. Abbiamo attivato i centri federali, la riforma dei campionati giovanili, la riforma del calcio femminile e abbiamo una gestione di bilancio che fa invidia a chi è quotato in borsa. Tutte le 240 persone che hanno lavorato e che lavorano per la Federazione sono persone di valore. Abbiamo portato quattro squadre italiane in Champions League, abbiamo acquisito un peso a livello internazionale importante, sostenendo per primi le candidature di Infantino alla FIFA e di Ceferin alla UEFA, dove adesso l’Italia è ampiamente rappresentata dal nostro direttore generale Michele Uva, che è diventato vice presidente della UEFA e da Evelina Christillin, eletta come membro della UEFA nel Consiglio FIFA. Inoltre abbiamo realizzato la ristrutturazione completa di Coverciano e introdotto la Var: nel 2014 fui il primo a scrivere a Blatter per la Var. E poi non dimentichiamo i risultati delle Nazionali giovanili. Se ci sono stati tradimenti? Io non giudico nessuno, ognuno fa le proprie scelte”.

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